Il Fatto racconta la storia della casa superlusso che Bobo Maroni avrebbe voluto gratis

di Redazione | 01/06/2016

Roberto Maroni

Roberto Maroni avrebbe cercato di ottenere una casa gratis in centro a Milano, nella prestigiosa Torre Velasca costruita da Salvatore Ligresti. Lo racconta un articolo del Fatto Quotidiano di mercoledì 1 giugno 2016, in cui si evidenzia come la notizia, contenuta nel nuovo libro di Marco Lillo, sia costata una diffida al giornalista che l’aveva anticipata in una trasmissione della Rai e che ora non potrà più partecipare ai programmi della TV pubblica.

ROBERTO MARONI E LA CASA GRATIS

Il Fatto Quotidiano ha diffuso una anticipazione del nuovo libro di Marco Lillo, Il potere dei segreti, in cui è raccontata la storia di un appartamento gratis che il presidente della Lombardia Roberto Maroni avrebbe cercato di ottenere dalla sua portavoce Isabella Votino. L’immobile si trova nella prestigiosa Torre Velasca, un grattacielo costruito da Ligresti a poche centinaia di metri dal Duomo. La Votino, storica portavoce di Roberto Maroni, aveva un contratto d’affitto per questo appartamento a 18 mila euro l’anno. In una telefonata intercettata dalla Dia di Reggio Calabria e trascritta da Marco Lillo si legge come Roberto Maroni abbia cercato un modo per usufruire di questo appartamento, senza però pagare.

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ROBERTO MARONI E TORRE VELASCA

Nei dialoghi con Isabella Votino Roberto Maroni valuterebbe l’idea di intestare il contratto di locazione alla Lega Nord, frenandosi però per la delicatezza politica di una simile scelta. All’epoca, si parla del 2012, il futuro presidente della Lombardia era appena diventato segretario del Carroccio al posto di Umberto Bossi, travolto dallo scandalo relativo alla distrazione dei rimborsi elettorali per scopi familiari. Per Maroni sarebbe impossibile politicamente farsi pagare un appartamento di lusso da parte del partito. Nelle trascrizioni delle intercettazioni si può leggere come la portavoce dell’ex ministro degli Interni afferma di volerne parlare con l’avvocato Domenico Aiello. Nei successivi dialoghi telefonici si valuterebbe prima la possibilità di intestare l’appartamento a una terza persona, e poi allo stesso legale.

IL RUOLO DI DOMENICO AIELLO

Nel libro di Marco Lillo si precisa come le intercettazioni della Dia e le successivi indagini non abbiano chiarito come sia finita la vicenda dell’appartamento di Torre Velasca. ll giornalista del Fatto rimarca però come l’avvocato Aiello abbia avuto diverse consulenze legali dalla Regione Lombardia, dopo che Roberto Maroni ne era diventato presidente. La denuncia di questo fatto è costata a Lillo una diffida dalle trasmissioni Rai. Dopo che il giornalista del Fatto ne ha parlato ad Agorà, il presidente lombardo ha chiesto alla TV pubblica di non invitarlo più nei programmi di informazione.