Rifiuti Roma, ecco il piano per i privati in Ama

di Tommaso Caldarelli | 22/09/2015

rifiuti roma

Rifiuti Roma, il piano per i privati in Ama approda oggi in Assemblea Capitolina: entro domenica il consiglio comunale di Roma Capitale dovrà approvare la delibera che dà il disco verde al nuovo, contestatissimo, contratto di servizio che affiderà per i prossimi 15 anni lo spazzamento della città alla municipalizzata dell’ambiente. Se così non sarà, da lunedì Ama sarà impossibilitata a raccogliere i rifiuti in città: e l’approvazione, seppur probabile, non è scontata, perché la maggioranza è in fibrillazione per il piano che apre, sebbene in maniera controllata, all’entrata dei privati in Ama. +

RIFIUTI ROMA, ECCO IL PIANO PER I PRIVATI IN AMA

Sono tre i canali d’accesso con cui il privato potrebbe affiancare la municipalizzata pubblica nella gestione del decoro urbano. Il contratto prevede una revisione dell’efficienza di Ama che, se evidenzierà problemi nell’attività della municipalizzata, potrebbe portare alla decisione di mettere a bando pezzi di servizio; analogamente, dovrebbe partire la sperimentazione per l’affidamento del servizio di spazzatura di alcuni municipi alle cooperative. La città è sporca, dice il sindaco Ignazio Marino, e il servizio di Ama non è più sufficiente.

Il sindaco Marino, nel giorno in cui la delibera sul contratto e sull’affidamento del servizio ad Ama approda in consiglio comunale, conferma: l’azienda avrà un partner privato. Il piano è pronto. Spiega in un’intervista al Messaggero: «Nel testo della delibera è scritto che si dà mandato ad Ama di ricercare partner industriali privati che entrino nel capitale dell’azienda, pur rimanendo la maggioranza al pubblico. Con un modello simile a quello utilizzato con successo, alcuni anni fa, con Acea». Dunque, nel primo semestre del 2016, il management di Ama studierà un piano per trovare, probabilmente tramite gara, il partner che potrebbe entrare per una quota vicina al 40 per cento. L’ipotesi alternativa è che si costituisca una newco, in cui la maggioranza del capitale andrebbe all’Ama, una quota consistente al futuro socio

LEGGI ANCHE: Rifiuti Roma, la mappa delle zone più vergognose

Ama è un bottino ricco: lo spazzamento dei rifiuti a Roma è una partita da 11 miliardi di euro e su una quota di Ama avrebbero manifestato già interesse dei colossi della gestione rifiuti del nord Europa.

Tenendo conto degli investimenti che attendono l’azienda (solo per gli eco distretti 320 milioni) ma anche del brevetto che detiene per la trasformazione della Fos (frazione organica stabilizzata) in asfalto, c’è molto interesse nel settore, sia tra le multiutility dell’Emilia-Romagna, della Lombardia e del Piemonte, sia tra i colossi francesi e tedeschi.

La maggioranza, come dicevamo, è divisa: Sinistra, Ecologia e Libertà è radicalmente contraria ad una delibera in cui si ipotizza una, seppur parziale e controllata, esternalizzazione del servizio; i settori più centristi del Partito Democratico ritengono invece che queste aperture al privato siano ancora troppo timide. Per oggi il sindaco ha convocato una riunione di maggioranza che punta a compattare le fila; nell’intervista al Messaggero ha detto di auspicare che SeL non rompa la maggioranza “con cui governa in tutti i municipi”: in Campidoglio, però, dopo l’uscita di Luigi Nieri dalla giunta, SeL è all’appoggio esterno.

La corsa contro il tempo è di quelle che non si possono fallire: in consiglio comunale si votano prima le linee guida del contratto, poi la delibera per l’affidamento. Se l’aula non approva la seconda – l’affidamento – entro il 27 settembre, il giorno successivo Ama non potrà raccogliere i rifiuti. «Non voglio neppure pensare a questa ipotesi – dice Fabrizio Panecaldo, capogruppo del Pd – Se servirà, il consiglio comunale si riunirà anche domenica». Marino chiarirà che indietro non si torna. A rendere complicato questo passaggio c’è la presentazione da parte dell’opposizione di 6.000 tra emendamenti e ordini del giorno. Ma esiste anche il nodo della tenuta della maggioranza, visto che con Sel ci sono solo 24 voti sicuri (e la maggioranza assoluta è proprio a 24). Sarà anche dura garantire il numero legale.