Rifiuti Roma, parte la maratona per Ama (e Sel si spacca in aula)

di Tommaso Caldarelli | 23/09/2015

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Rifiuti Roma, la maggioranza che sostiene il sindaco Ignazio Marino è pronta alla maratona che parte domani e che arriverà fino a domenica: sul tavolo il voto per il contratto di servizio per Ama, dopo che oggi, nel tardo pomeriggio, l’aula ha approvato le linee guida. Un Campidoglio in aria di mobilitazione permanente, con esponenti della maggioranza che raccontano di “due giorni fatti di oltre quaranta fra incontri con le parti sociali, commissioni, sedute d’aula. Che giorno è oggi? Mercoledì? Due giorni che sembrano due settimane”.

RIFIUTI ROMA, PARTE LA MARATONA PER AMA (E SEL SI SPACCA IN AULA)

“Ci sono consiglieri, assessori, membri degli staff che sono veramente vicini al punto di rottura”, ci dice un esponente di rango della maggioranza: “Appena finito tutto questo, mi prenderò un giorno di stacco totale”, conferma un membro dello staff di uno degli assessorati coinvolti. Facce stanche: “Abbiamo approvato le linee guida, qualcosa che da dieci anni non riusciva a passare in Aula Giulio Cesare”, dichiarerà in serata l’assessore all’ambiente Estella Marino. Diciannove voti favorevoli, sette contrari e due astenuti: la maggioranza a ranghi ridotti – l’aula era convocata in seconda chiamata, il che abbassa i numeri legali – regge, sostanzialmente grazie al Partito Democratico e alla Lista Civica per Ignazio Marino, che sono ormai le colonne della compagine a sostegno del sindaco-chirurgo. Già, perché Sinistra, Ecologia e Libertà mostra proprio in aula e proprio sul tema dei rifiuti una spaccatura evidente e profondissima, talmente palese da essere affidata alle agenzie di stampa senza filtri. “E’ un bel casino”, ci dicono ambienti vicini al gruppo consiliare di Sel.

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La situazione è questa, i fronti sono due: una parte del gruppo di SeL si astiene sulla delibera perché, per dirla con le parole di Gemma Azuni, vicepresidentessa dell’Aula “è pasticciata”: la linea (a spanne) ufficiale di Sel è quella di opporsi al progetto che vede la possibilità per Ama di aprire ai privati, sia per i servizi ausiliari alla raccolta di rifiuti (come lo spazzamento: il servizio della municipalizzata sarà valutato e, dove risultasse insufficiente, si potrà procedere a bandi), sia per l’individuazione di un partner industriale che possa entrare nel capitale della municipalizzata. La consigliera Imma Battaglia, invece, vota contro la delibera, in totale dissonanza dal suo gruppo e già in mattinata aveva addirittura dichiarato che meditava di abbandonare il partito di Nichi Vendola e Nicola Fratoianni. Il motivo lo dettaglia Alessio Stazi, assessore al IX Municipio, in quota Sel, che affida alle agenzie il suo sostegno alle posizioni della Battaglia.

Su un’ipotesi di esternalizzazione di un servizio, in profonda sofferenza, non possono esserci tabù.

 

Imma, non sei sola, le tue considerazione sono condivisibili. Lo penso anche io come migliaia di cittadini che…

Posted by Alessio Stazi on Mercoledì 23 settembre 2015

La battaglia di Sel contro la privatizzazione di Ama – è il pensiero della innovativa corrente dei “Battagliani” – sarebbe di retroguardia, perché è palese per tutti i cittadini che Ama non riesce a dare un servizio adeguato.

 

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Così, sarebbe ben più pressante fare in modo che siano i cittadini a valutare il servizio.

Con Sel mi sento in una grande difficoltà dialettica perché si contesta solo la privatizzazione ma non si mette in discussione il basso livello di servizio che fornisce la società pubblica. La pulizia di questa città è uno scandalo e non è accettabile nascondersi dietro a un dito. Qui si sta dando ad un’azienda completamente fallimentare l’affidamento per 15 anni e l’unico tema possibile è l’apertura ai privati? Io voglio garanzie. Questa è la battaglia che Sel dovrebbe fare.

Così il pensiero di Imma Battaglia, affidato alle agenzie. Contro la delibera vota anche il “solito” Riccardo Magi, dei Radicali, che dichiara a Giornalettismo i motivi della sua decisione: “E’ una delibera fatta al contrario. Nella relazione viene spiegato che l’affidamento in house ad Ama è il miglior modello possibile, e alla fine della delibera si dà mandato alla municipalizzata di trovare un partner industriale privato. Allora, va bene l’in-house o va bene l’accesso ai privati? Questa è un’elusione della gara a doppio oggetto: bisognava fare contemporaneamente la gara per il partner privato e quella per l’affidamento del servizio pubblico”.

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Per domani il coordinatore romano Paolo Cento ha convocato il gruppo consiliare di Sinistra, Ecologia e Libertà insieme al direttivo romano. A reggere le sorti della maggioranza in aula c’è, dunque, sostanzialmente il Partito Democratico, compatto sulla delibera guidata dal capogruppo in commissione ambiente Athos De Luca;  da domani si vota, a oltranza questa volta, per l’approvazione del contratto di servizio: senza questo atto, dalla mezzanotte di domenica, Ama non sarà più titolata a raccogliere i rifiuti in città, e anzi, se li toccasse senza contratto di servizio potrebbe addirittura configurarsi il “traffico illecito di rifiuti”, dice il presidente dell’Ama Danilo Fortini all’uscita da un incontro con i sindacati – le parti sociali hanno chiesto e ottenuto garanzie riguardo il tema del monitoraggio del servizio di Ama, che dovrà basarsi su “criteri oggettivi del contratto di servizio e una tempistica certa della valutazione”. Dal Pd Roma si ostenta serenità, si organizzano le sedute, si fa il conto di quanti impegni si dovranno spostare e non si esclude di chiudere, nella migliore delle ipotesi, già venerdì sera.

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Realisticamente, si andrà fino a domenica, il che impedirà ai consiglieri comunali di partecipare all’evento convocato dal commissario romano Matteo Orfini, un “seminario a porte chiuse” del Partito romano. La risposta dei consiglieri è unanime: “Ci sono delle priorità, se non approviamo il contratto di servizio è la volta buona che i cittadini verranno in Campidoglio con i forconi”. Fra i dialoghi, si nota l’assenza roboante del tema del dibattito interno del Pd romano: a domanda, gli esponenti del gruppo consiliare si tengono vaghi, non sembra esserci ancora particolare interesse per la corsa interna al Partito. Chi parla lo fa per sostenere a voce aperta l’azione del commissario Matteo Orfini: “Personalmente”, ci dice un esponente del gruppo consiliare, “non so cosa dire ai miei genitori su questo partito, figuriamoci a quelli fuori. Un po’ mi vergogno. C’è chi vuole portare in tribunale l’unico che sta cercando di rimettere a posto le cose dopo anni di attività fatta di circoli fantasma, tessere gonfiate, consiglieri comunali che non pagano le quote alla federazione romana”. Il riferimento è all’iniziativa di alcuni militanti che hanno depositato denuncia nei confronti di Matteo Orfini con l’accusa di aver infranto le regole interne del funzionamento del partito: “Il tutto perché è stato modificato il regolamento per far diventare il Pd Roma meno permeabile a queste distorsioni. Dove erano questi delle cause facili gli anni scorsi?”.

Copertina: foto archivio