Repubblicani, il primo dibattito TV dominato da Donald Trump. E il politicamente scorretto diventa vincente

di Andrea Mollica | 07/08/2015

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Repubblicani,

il primo dibattito tra gli aspiranti presidenti del Gop è stato dominato da Donald Trump. Il miliardario è stato al centro del primo confronto tra i partecipanti alle primarie repubblicane, suddiviso in due momenti dalla TV Fox News visto l’alto numero di candidati, ben 17. Nel dibattito più seguito, trasmesso in fascia serale, è stato ancora una volta lo show di The Donald a rubare la scena, anche se il suo dominio potrebbe aver provocato più danni che benefici.

 

DIBATTITO REPUBBLICANO –

I primi voti sono ancora distanti diversi mesi – i caucus dell’Iowa saranno il primo di febbraio, mentre le primarie in New Hampshire si svolgeranno otto giorni dopo – ma giovedì 6 agosto si è svolto il primo momento importante di USA 2016. A Cleveland, una delle città più grandi dell’Ohio, Fox News ha organizzato il primo dibattito televisivo tra i diciassette candidati alle primarie repubblicane. Visto il numero così elevato, la stazione televisiva nota per la sua simpatia, talvolta anche militanza, conservatrice, ha optato per suddividere il confronto in due momenti. Il più importante alla sera tra i primi dieci candidati secondo la media dei sondaggi, il secondo invece nel tardo pomeriggio. Dal dibattito TV è emerso ancora una volta come la campagna per le primarie repubblicane di USA 2016 siano per il momento dominate da Donald Trump. In testa, e largamente, nei sondaggi, il miliardario americano ha conquistato molti elettori delusi dalla politica tradizionale con il suo stile irriverente, talvolta anche eccessivamente provocatorio, e le sue affermazione iperconservatrici scagliate contro il politicamente corretto imposto dai media. Uno dei problemi più gravi degli Stati Uniti, come ricordato da The Donald in uno dei momenti più accesi del dibattito.

La conduttrice Megyn Kelly, stella di Fox News, gli aveva ricordato il suo lungo elenco di commenti offensivi misogini. Trump ha prima risposto con un’allusione scherzosa che ha esaltato il gruppo, diretta contro Rosie O’Donnell, personaggio TV noto per la sua militanza in favore dei diritti dei gay – per poi lanciare un’invettiva contro il politicamente corretto.

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DONALD TRUMP E GLI ALTRI  CANDIDATI –

Donald Trump ha vinto e perso il dibattito, secondo un sondaggio realizzato dal network One America News. Per il campione di Gravis Marketing il miliardario è stato il più efficace durante il confronto per il 19% del campione, dietro solo a Ben Carson con il 22%, e il più deludente secondo il 30%, anche in questo caso in secondo posizione alle spalle di Rand Paul. Gli altri sono stati rilevati tutti distanziati, sia nella classifica dei migliori e dei peggiori, anche alla luce della frammentazione di opinioni suddivise su dieci candidati. Ben Carson, un noto medico afro-americano, ha seguito la linea prevalente degli altri candidati, ovvero scegliere un tono moderato che evitasse un confronto acceso con The Donald. Seguendo criteri politici normali, che per il momento funzionano fino a un certo punto visto lo sconvolgimento provocato da Trump, la performance più brillante è stata fornita da Marco Rubio, quarantenne senatore della Florida di origini cubane. I due favoriti prima dell’esplosione di Donald Trump nei sondaggi, Jeb Bush e Scott Walker, i candidati più autorevoli tra i repubblicani moderati e conservatori, sono stati entrambi piuttosto deludenti, con una prestazione orientata a mitigare i danni. Ben più accesi e combattivi sono stati invece due concorrenti al momento in difficoltà , il governatore del New Jersey Chris Christie e il libertario Rand Paul. Sorprendente, e capace di dargli un po’ di spinta nei sondaggi, è stata la performance di John Kasich, governatore dell’Ohio ed ex conduttore proprio di Fox News. Il calcolo dei pretendenti della nomination Gop per la Casa Bianca è l’attesa dello scoppio della bolla che sta inflazionando i valori di Donald Trump. Il prossimo 16 settembre, la data del secondo dibattito delle primarie repubblicane, si saprà se sarà stato corretto.

Un danno per le chance del miliardario potrebbe esser stato provato dalla sua possibile candidatura indipendente in caso di sconfitta alle primarie del Gop, ipotesi non esclusa all’inizio del dibattito di Cleveland. The Donald punta tutto se stesso, e l’ha ribadito anche in questo caso sfidando ogni logica della politica americana.