Referendum Turchia, la vittoria di Erdogan oscurata dalla denuncia di brogli

di Andrea Mollica | 17/04/2017

Erdogan brogli

Il presidente Erdogan ha vinto la sfida più importante del suo ormai lunghissimo percorso politico, iniziato con la sorprendente elezione a sindaco di Instabul negli anni novanta, con la riforma costituzionale che ha trasformato la Turchia in una repubblica presidenziale. Il kemalismo è ormai completamente superato: l’Islam è tornato al centro della vita politica, grazie a Erdogan e al suo partito di ispirazione religiosa, e il Parlamento non è più l’organismo centrale della democrazia turca. Il presidente della Turchia avrà ampi poteri grazie alle 18 modifiche approvate dagli elettori: sarà anche capo del governo visto che non ci sarà più l’incarico di primo ministro, nominerà un alto numero di magistrati, anche costituzionali, potrà introdurre norme via decreto, e così via. I risultati del referendum turco sono estremamente equilibrati: hanno vinto i sì con circa un milione di voti di vantaggio.
Erdogan brogli

Nelle maggiori città turche, Istanbul, Ankara e Izmir, hanno prevalso i no, mentre i sì hanno trionfato nell’area centrale e rurale del Paese, da sempre la più conservatrice e più legata alla tradizione islamica. I principali partiti dell’opposizione, i laici kemalisti di HCP e i curdi di sinistra di HDP, hanno denunciato brogli. Particolarmente grave è apparsa la decisione dell’organismo elettorale di convalidare anche schede che non erano state validate in anticipo. Le due formazioni hanno dichiarato di voler contestare i risultati, denunciando la non validità di una parte cospicua delle schede depositate nelle urne. Dichiarazioni a cui ha subito risposto Erdogan, rimarcando nel suo comizio per celebrare la vittoria come sia ormai troppo tardi per contestare i risultati. Il presidente turco aveva iniziato il suo intervento evidenziando come il successo del sì fosse una vittoria di tutti i turchi, mentre ha aperto all’introduzione della pena di morte invocata in piazza dai suoi sostenitori. I principali Paesi esteri hanno preso atto del risultato, che verrà ufficializzato solo tra una decina di giorni. Per il momento i dati conosciuti sono compilati dall’agenzia Anadolu, e anch’essi sono parzialmente contestati dalle forze di opposizione.

Foto copertina: ANSA/ Ahmet Dumanli / Anadolu Agency