Referendum per i cittadini, terzo sabato di protesta davanti al Quirinale

di Redazione | 27/05/2017

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Prosegue l’iniziativa avviata da Mario Staderini il 13 maggio per un referendum più equo da restituire agli italiani. Sarà ancora il Duran Adam, forma di espressione inaugurata in Turchia a piazza Taksim e consistente nello stare in piedi per ore in piazza, la protesta scelta davanti al Quirinale, sede della presidenza della Repubblica, per la terza settimana di seguito.

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Il primo sabato, era stato l’ex segretario dei Radicali italiani Staderini (dopo aver consegnato alla Presidenza della Repubblica la sua lettera e il dossier sulla negazione dei diritti referendari che, su sua denuncia, ha portato l’Italia a giudizio davanti al Comitato diritti umani dell’Onu) a rimanere in piazza del Quirinale in Duran Adam con in mano penna e modulo, a rappresentare che i cittadini sono pronti a raccogliere le firme se solo ci fossero autenticatori disponibili.

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Sabato 20 maggio, si era aggiunto Marco Gentili, giovane consigliere comunale di Tarquinia affetto da SLA2, che ha consegnato la sua lettera al Presidente sottolineando come la firma on line consentirebbe a chi come lui ha difficoltà di movimento sia di firmare i referendum che di attivarsi online per farli firmare. Si è poi unito al Duran Adam, tenendo sulle gambe un tablet, con il quale potrebbe esercitare a pieno i suoi diritti costituzionale se ci fosse la firma telematica.

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Questo sabato Staderini sarà di nuovo in piazza, per sapere «Cosa deve fare un cittadino italiano che si vede negato un diritto fondamentale e che si è rivolto invano a tutte le istituzioni di questo Paese?». A lui si sono voluti aggiungere questa volta due cittadini classe 1935. Il professor Romano Scozzafava, ordinario di Calcolo delle Probabilità all’Università di Roma “La Sapienza”, che come cittadino ha presentato un ricorso contro l’Italia alla Corte europea dei diritti dell’uomo a causa del blocco da dieci anni delle tribune politiche in periodo non elettorale. E poi, Leopoldo Grifeo Machina «tavolinaro» storico e protagonista della raccolta firme in tante campagne referendarie.

Nel frattempo, la prossima settimana alla Camera si inizierà a discutere della nuova legge elettorale. Il collegamento è importante perché tra gli emendamenti da votare, ci sono anche quelli presentati dalla deputata Mara Mucci (gruppo Civici e Innovatori, sostenuta dai Radicali) e che supererebbero il problema degli autenticatori, sia introducendo la firma online, sia consentendo ai delegati del comitato promotore di autenticare loro le firme, come avviene gia negli Usa, in Svizzera e persino a San Marino.

Queste novità, inizialmente presenti nel testo base presentato dal Presidente della Commissione affari costituzionali Mazziotti, non sono più contenute nel testo imposto dal PD.