Caso Quarto, la furia di Gianroberto Casaleggio: «Il Pd ce la pagherà»

16/01/2016 di Redazione

“Il Movimento Cinque Stelle ha perso il primato morale”: questo ha detto Matteo Renzi nella sua intervista a Repubblica Tv, riferito al caso di Quarto, il comune amministrato dalla sindaco Rosa Capuozzo che il Movimento voleva costringere alle dimissioni. Il Partito Democratico si permette di impostare una intera campagna politica contro un comune amministrato dal Movimento Cinque Stelle? E il Movimento Cinque Stelle risponderà andando a controllare comune per comune fra quelli amministrati dal Partito Democratico: Gianroberto Casaleggio, fondatore, ideologo e un guru dei pentastellati, sembra sia furente.

CASO QUARTO, LA FURIA DI GIANROBERTO CASALEGGIO

Una giornata di vertici alla Casaleggio e Associati di Milano. Ce ne parla il Corriere della Sera.

Il fondatore dei Cinque Stelle, Gianroberto Casaleggio, avrebbe esortato i suoi: «Buttano fango su di noi, ma la pagheranno cara», invitando a tenere le distanze, anche in Aula, dai democratici. Il Movimento in Parlamento non si scosterà dal suo solco: voterà i provvedimenti giudicati validi, anche a costo di fare da stampella al governo. Qualche parlamentare avrebbe voluto adottare un profilo più opportunistico — «Nessun favore, nemmeno indiretto», dice uno dei falchi — ma per il momento la linea a Roma resterà quella di sempre.

 

Fuori dalle Camere, invece, il discorso sarà ben diverso.

LEGGI ANCHE: Il direttorio del Movimento Cinque Stelle sapeva tutto di Quarto

«Il Pd ha paura del M5S? Sì, questo è evidente», scrive Beppe Grillo sul blog. «Se ci attaccano in un comune noi andremo in tutti i loro comuni dove hanno dei problemi», teorizzano i fedelissimi. E infatti, ieri una delegazione (con i deputati Giorgio Sorial, Danilo Toninelli, Cosimo Petraroli, Manlio Di Stefano e i candidati sindaco del M5S di Milano Patrizia Bedori e di Varese Alberto Staidl) si è presentata a Brenta sotto la casa del sindaco Gianpietro Ballardin, finito nei giorni scorsi ai domiciliari con l’accusa di falso commesso da pubblico ufficiale. Non solo sit-in, ma anche e soprattutto tv. I Cinque Stelle in commissione di Vigilanza Rai hanno annunciato il deposito di un’interrogazione all’azienda a prima firma Dalila Nesci. «Denotiamo un silenzio assordante da parte dell’informazione Rai sui numerosi casi di realtà amministrate da Pd e Forza Italia toccate da indagini: esattamente l’opposto di quanto accaduto per il caso Quarto», scrivono i pentastellati.

 

E intanto scoppia un secondo caso, a Pomezia, che il Movimento sta subito cercando di tamponare: il rapporto fra l’amministrazione comunale e le cooperative guidate da Salvatore Buzzi, principale imputato di Mafia Capitale.

La cooperativa legata a Buzzi è stata estromessa dal consorzio Formula Ambiente, a cui il comune di Pomezia ha appaltato il servizio di gestione rifiuti e pulizia urbana, il 15 dicembre 2014, immediatamente dopo i primi arresti», replica il primo cittadino Fabio Fucci. Oltre alle polemiche, il M5S pensa anche alle prossime Amministrative. Al via una stretta sui candidati per evitare un nuovo caso Quarto e la querelle di Pomezia: a chi corre alle primarie per Roma sarà chiesto di dichiarare se ha lavorato in cooperative o aziende coinvolte direttamente o indirettamente con Mafia Capitale .

 

Share this article