Il Quantitative easing della Bce riceve il sì di Merkel e Hollande

L’imminente avvio del Quantitative easing della Bce ha ricevuto conferma e avallo dai due maggiori Paesi europei. Angela Merkel e François Hollande sono intervenuti in merito al nuovo stimolo monetario della Banca centrale europea, che dovrebbe essere adottato dalla riunione del Consiglio direttivo di giovedì 22 gennaio.

IL QUANTITATIVE EASING DELLA BCE E L’EUROPA – Il Quantitative easing, alleggerimento quantitativo, l’acquisto massiccio di titoli di Stato sul mercato secondario dove vengono scambiati i bond dopo che sono stati comprati alle aste ufficiali dei ministeri del Tesoro, sta per esser adottato dalla Bce. Da Francoforte continuano ad arrivare segnali positivi in direzione di un nuovo stimolo monetario, anche se difficilmente ci sarà l’unanimità a favore del Quantitative easing della Bce. Oltre alle dichiarazioni dei banchieri centrali che voteranno giovedì prossimo alla riunione del Consiglio direttivo. i due principali leader dell’UE hanno fornito un sostanziale avallo al Quantitative easing della Bce. Il più diretto è stato François Hollande, che in un incontro con l’imprenditoria francese ha rimarcato non solo l’imminenza ma anche l’efficacia del nuovo stimolo monetario sulla crescita dell’eurozona e della Francia. Una dichiarazione entusiastica, che poi è stata corretta dall’Eliseo, come una prospettiva tratteggiata dal presidente e non come un anticipo di una decisione che la Bce prenderà in modo indipendente.

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IL QUANTITATIVE EASING DELLA BCE E LA GERMANIA – Il ruolo indipendente della banca centrale e una politica monetaria rivolta solo alla stabilità dei prezzi è storicamente uno dei punti di maggior frizione tra l’asse Francia-Germania che ha promosso l’integrazione europea. Anche sul Quantitative easing della Bce le dichiarazioni in arrivo da Berlino hanno avuto un tono sicuramente assai diverso rispetto all’eco entusiasta arrivata da Parigi. Angela Merkel si è espressa per la prima volta sulla decisione dell’istituto guidato da Mario Draghi. La cancelliera tedesca ha rimarcato come la Bce decisa in modo indipendente, mentre ha smentito che questi giorni siano decisivi per il futuro dell’euro. Per Angela Merkel né il Quantitative easing della Bce e neppure le elezioni in Grecia sono eventi che influenzeranno in modo determinante il destino dell’euro. Dalla Germania sono arrivati inoltre diversi commenti anche molto critici che bocciano l’acquisto di titoli di Stato da parte della Bce. Il Quantitative easing è sempre stato contrastato dalla Bundesbank come dall’establisment tedesco, e in questi mesi di confronto accesso poco pare essere cambiato.

IL QUANTITATIVE EASING DELLA BCE E L’EURO – L’economista Lars Feld, uno dei consiglieri del Parlamento e del Governo tedesco per le materie economiche, ha criticato in modo particolarmente acceso il Quantitative Easing della Bce. Per Feld lo stimolo monetario allenterà le riforme in Francia e in Italia, così da provocare effetti negativi anche sull’export tedesco. Il consigliere del Governo tedesco ha poi sottolineato gli effetti negativi da un prolungato periodo di bassi tassi di interesse stimolato dal Quantitative Easing della Bce. Una presa di posizione radicale, per quanto scontata, che conferma l’ostilità con cui la Germania accoglierà la misura di politica monetaria non convenzionale spinta da Mario Draghi. Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, probabilmente voterà contro al Quantitave easing, che la Bce sta modificando per addolcire la contrarietà della Germania. Secondo le ultime indiscrezioni le banche nazionali saranno le responsabili degli acquisti dei titoli di Stato del loro Paese, e ci sarà un meccanismo per diminuire la responsabilità sulle eventuali perdite del programma di Quantitative easing della Bce.

Photocredit: DANIEL ROLAND/AFP/Getty Images

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