Quanti sono i morti dopo i bombardamenti di Francia e Russia in Siria

di Redazione | 19/11/2015

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Molte bombe, pochi effetti: il primo conteggio delle vittime e degli obiettivi sensibili colpiti dagli attacchi russo-francesi non sorride alla coalizione che si sta attrezzando per colpire le truppe dello Stato Islamico dell’Iraq del Levante e della Siria. Sarebbero 33 i jihadisti colpiti dai primi raid nel vicino Oriente, sopratutto perché, spiegano le fonti a disposizione, Raqqa – la capitale dell’Isis e il target degli attacchi – negli ultimi giorni ha avuto il tempo di prendere le sue “precauzioni” contro gli attacchi .

QUANTI MORTI DELL’ISIS DOPO I BOMBARDAMENTI DI FRANCIA E RUSSIA?

Agence France Presse riporta le informazioni più aggiornate. “A partire da domenica, i russi e i francesi hanno colpito depositi di armi, caserme e altre aree a Raqqa, il bastione dei jihadisti nella Siria del nord. Un conteggio preliminare da parte dell’Osservatorio Siriano dei Diritti Umani parla di 33 morti e dozzine di ferite dopo 72 ore di attacco. ‘Il numero limitato di morti può essere spiegato dal fatto che i jihadisti hanno preso precauzioni’, afferma il capo dell’Osservatorio Rami Abdel Rahman. ‘C’erano solo guardie intorno ai depositi e alle caserme e i morti erano ai checkpoint. Le famiglie dei foreign fighters dello Stato Islamico, migliaia di persone, hanno lasciato Raqqa per Mosul, il relativamente più sicuro bastione dello Stato Islamico in Iraq”.

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All’Independent l’Osservatorio ha sottolineato di non essere a conoscenza di vittime civili. Inoltre, continuano giornalisti e altre fonti, chi è rimasto a Raqqa si muove solo se “strettamente necessario”; ancora, colpire “gli obiettivi dell’Isis” è spesso particolarmente difficile visto che, come ad esempio nella striscia di Gaza, le caserme e i centri di comando sono “nelle case dei civili”, mentre le caserme e gli obiettivi espliciti sono falsi bersagli, specchietti per le allodole. Negli scorsi giorni i francesi hanno affermato – riporta l’Indipendent – di aver colpito “posti di comando dei jihadisti e un campo di addestramento”. Secondo Raqqa is Being Slaughtered Silently, un gruppo di resistenti anti-Isis nella città, gli attacchi avrebbero colpito anche “lo stadio e il museo della città”, che vengono usati dall’Isis come “prigioni e quartier generale”.

Copertina: Getty Images