Primarie Usa 2016, guida alle primarie di Michigan e Mississippi

di Andrea Mollica | 08/03/2016

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, le primarie di Usa 2016 proseguono con le primarie repubblicane e democratiche di Michigan e Mississippi. Il Gop svolgerà elezioni primarie anche in Idaho, oltre ai caucus alle Hawaii. Donald Trump e Hillary Clinton sono i favoriti per conquistare i due maggiori Stati che vanno al voto, successi che dovrebbero consolidare il loro ruolo di favoriti per la nomination.

PRIMARIE USA 2016 PRIMARIE MICHIGAN MISSISSIPPI DONALD TRUMP FAVORITO

Le primarie di Michigan sono l’elezione più importante delle primarie che si svolgono martedì 8 marzo 2016. L’appuntamento è particolarmente rilevante per i Repubblicani, ancora alla ricerca di un credibile anti Trump, ruolo che in questo momento spetta a Ted Cruz. Donald Trump è rilevato come il chiaro favorito dai sondaggi condotti in questi ultimi giorni,che gli assegnano una percentuale vicina ai 40 punti, con un margine di vantaggio di circa 20 punti percentuali sui suoi rivali più vicini. Il Michigan distribuisce i suoi 59 delegati in modo proporzionale, attraverso la consueta suddivisione tra risultato complessivo a livello statale e i voti conseguiti nei distretti congressuali. Lo Stato del Midwest è piuttosto equilibrato tra anima rurale e metropolitana, e ha una forte tradizione operaia, legata all’industria automobilistica, che dovrebbe premiare Donald Trump.

 

PRIMARIE USA 2016 PRIMARIE MICHIGAN MISSISSIPPI LA SFIDA TRA TED CRUZ E JOHN KASICH

Un ampio margine di vantaggio servirebbe a Donald Trump per consolidare il suo primato nei delegati, diminuito, seppur leggermente, dopo i brillanti successi di Ted Cruz al Super Saturday. Il senatore del Texas ha consolidato il suo secondo posto, con 300 delegati, 84 in meno di Trump, ma ben 149 in più di Marco Rubio. Ted Cruz, forte nella destra evangelica, deve dimostrare in Michigan di essere competitivo anche in Stati meno conservatori rispetto a quelli del Sud. Nel settentrionale Maine ha vinto, ma il formato dei caucus, riservato ai soli militanti repubblicani, l’ha favorito. Il vero rivale per il secondo posto di Ted Cruz sembra più John Kasich che Marco Rubio. Il governatore dell’Ohio può sfruttare le similitudini del suo Stato, socioeconomiche come sociali, con il Michigan, per ottenere un risultato brillante capace di rilanciare la sua campagna finora largamente minoritaria.

PRIMARIE USA 2016 PRIMARIE MICHIGAN MISSISSIPPI LE SFIDE REPUBBLICANE

Le primarie in Michigan sono le elezioni più rilevanti a livello politico, ma nelle altre consultazioni di martedì 8 marzo è distribuito un numero maggiore di delegati: 40 in palio in Mississippi, 32 in Idaho, 19 ai caucus in Hawaii. Il Mississippi è lo Stato più conservatore del Sud degli Stati Uniti, area finora vinta piuttosto nettamente da Donald Trump. Alle vicine primarie in Louisiana Ted Cruz è riuscito però a consolidare il voto repubblicano ostile al miliardario di NYC, e potrebbe esser competitivo. In Mississippi, così come in Idaho e Hawaii, la distribuzione dei delegati è proporzionale, con accesso alla ripartizione fissata al 15%. Donald Trump e Ted Cruz potrebbero aumentare il loro guadagno in termini di delegati se Marco Rubio implodesse ulteriormente, come registrato nelle elezioni di sabato scorso, e se John Kasich palesasse ancora la sua debolezza nelle aree più conservatori degli Stati Uniti.

PRIMARIE USA 2016 PRIMARIE MICHIGAN MISSISSIPPI HILLARY CLINTON FAVORITA

Le primarie di martedì 8 marzo rappresentano un’occasione assai favorevole per Hillary Clinton, rilevata dai sondaggi con un ampio sondaggio in Michigan. Lo Stato assegna 130 delegati elettivi su base proporzionale, come sempre tra i Democratici, ed è particolarmente favorevole alla candidata democratica. Il Michigan ha una forte base di elettori afro-americani, in particolare nell’area metropolitana di Detroit, che dovrebbero premiare Hillary Clinton. L’ex segretario di Stato ha rimarcato durante la campagna in Michigan il suo supporto al salvataggio dell’industria automobilistica, che ha evitato la scomparsa di decine di migliaia di posti di lavoro. Bernie Sanders aveva votato contro questo intervento, una scelta che rischia di alienargli i molti consensi conquistati nei ceti bianchi a basso reddito durante queste primarie. Il senatore del Vermont potrebbe subire una sconfitta in Michigan, amplificata da un altro fiasco nel Sud.

PRIMARIE USA 2016 PRIMARIE MICHIGAN MISSISSIPPI BERNIE SANDERS VERSO LA SCONFITTA

Il Mississippi assegna solo 36 delegati elettivi. Visto che la base democratica è in chiara maggioranza composta da afro-americani, Bernie Sanders potrebbe conquistarne una quota minima, anche inferiore alla decina se si osservano i risultati degli Stati demograficamente simili, come Alabama o South Carolina. Considerando la probabile chiara sconfitta prevista dai sondaggi in Michigan, il senatore del Vermont potrebbe chiudere la serata con un distacco compreso tra i 250 e i 300 delegati. Un divario praticamente incolmabile: Barack Obama ha avuto un massimo di 150 delegati in più rispetto a Hillary Clinton durante le combattute primarie del 2008. Bernie Sanders non sembra intenzionato a ritirarsi a breve, e vista la ricca raccolta fondi non esaurirà a breve le possibilità di finanziare la sua campagna. La lotta per la nomination, però, potrebbe concludersi entro pochi giorni a meno di risultati a sorpresa come una vittoria di Sanders in Michigan.