Primarie Roma 2016 | L’intervista doppia Giachetti – Morassut

di Redazione | 01/03/2016

È la settimana decisiva: domenica 6 marzo si terranno le Primarie Roma 2016 in cui si misureranno ai gazebo i sei candidati del Partito Democratico pronti a correre per le Elezioni 2016 che sceglieranno il nuovo sindaco di Roma; fra i sei contendenti, i frontrunner, i due esponenti che hanno le maggiori probabilità di trionfare ai gazebo, sono i due Roberto: Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera e deputato del Pd, in qualche modo “lanciato” dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, e Roberto Morassut, anche lui deputato del Pd e già assessore all’Urbanistica delle giunte di Walter Veltroni.

PRIMARIE ROMA 2016 | L’INTERVISTA DOPPIA GIACHETTI – MORASSUT

 

Entrambi sono stati intervistati dal Messaggero nella Cronaca di Roma da Simone Canettieri. Ecco le risposte di Roberto Giachetti.

Primarie, perché un elettore dovrebbe votare lei e non Morassut?
«Perché io ho più possibilità di vincere le elezioni».
(…)
Candiderà in lista le risorse della Prossima Roma di Rutelli?Ha rotto con l’ex sindaco?
«Rivendico con orgoglio il mio passato dopodiché bisogna guardare avanti, non sarò una coda di quella storia. La lista? E’ presto».
Il programma ce l’ha?
«Sono polemiche inutili, abbiamo tanti gruppi di lavoro. E abbiamo già sviluppato un progetto sui trasporti».
Di cosa si tratta?
«Tre nuove linee di tram: quello della musica (da Ottaviano a piazza Ungheria), un altro che colleghi Centocelle a Termini e un tram che colleghi Marconi a piazza Ippolito Nievo».
Costo?
«300 milioni di euro: si può inaugurare entro un mandato».
E nel breve termine?
«La videosorveglianza sulle corsie preferenziali, che saranno indicate con una striscia rossa per evitare che i cittadini diventino un bancomat. Il trasporto pubblico su gomma è una priorità da migliorare subito».
Il suo ascolto della città cosa sta producendo?
«Ci sono cittadini arrabbiati, ma tanti che vogliono essere coinvolti. Affiderò la gestione delle aree verdi a cittadini e associazioni».

 

Importante il passaggio programmatico sulle «tre linee di tram», l’adesione da parte del vicepresidente della Camera alla cosiddetta «cura del ferro» da anni proposta da Walter Tocci, la viabilità di superficie leggera sulle grandi arterie della mobilità della capitale.

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Roberto Morassut punta invece sulla riforma burocratica della Capitale come volano di sviluppo e della possibilità di costruire infrastrutture in città.

Primarie di centrosinistra senza Sel che primarie sono?
«Appunto, penso di avere qualche carta in più rispetto a Giachetti per dialogare con Sel».
Telefonerà a Marino?
«Lo farò domenica sera. Voglio essere il sindaco di ricongiunzione tra le due anime del Pd».
(…)
Ma è sicuro che i romani abbiano dimenticato Mafia Capitale e la caduta di Marino? I presupposti per una vittoria grillina ci sono tutti.
«Il M5S è un sintomo di una malattia del sistema politico: è una variante dei movimenti populisti che hanno consenso in tutta Europa. I cinque stelle per la loro inesperienza non avrebbero la forza di governare Roma: Raggi è candidata con 1700 clic».
Ora i programmi: due progetti forti su cui punta.
«Premessa: occorre ridiscutere il debito per ridurre la pressione fiscale sui romani. Poi servono strumenti efficaci per rimuovere gli elementi infedeli».
Fatta questa premessa?
«Trasferimento degli uffici comunali in via Ostiense nel Campidoglio 2 e trasformare il colle capitolino in una sorta di Louvre a cielo aperto».
Secondo progetto?
«La cittadella della giustizia nei compendi militari di via delle Milizie: unificare tutti gli uffici in un unico immobile. La giustizia sarà più rapida senza più lentezze sulle famiglie romane».
Altre idee per Roma?
«Nuovi Campus universitari, più nidi (aziendali, pubblici, condominiali), più servizi sociali, perché Roma è una città in cui si soffre, gruppi retake per il decoro e un’app per musei, trasporti e uffici»

 

Ridiscussione del debito romano, trasferimento degli uffici pubblici, lotta alla corruzione e nuova organizzazione del Campidoglio.