La folle processione per ripulire Reggio Emilia dai peccati del Gay Pride

di Redazione | 16/05/2017

Pride Reggio Emilia

Il Gay Pride di Reggio Emilia sporca la città, che va ripulita con una processione da svolgere in contemporanea all’evento organizzato dalla locale comunità Lgbt. La folle idea proviene da una pagina Facebook dedicata a una santa della città, Comitato Beata Giovanna Scopelliti. Sul blog Chiesa e post concilio, un lungo post spiega il senso dell’iniziativa. La data del 3 giugno era stata scelta dalle locali associazioni Lgbt per celebrare la prima unione civile organizzata in Italia, proprio a Reggio-Emilia. gay-pride-processione-reggio-emilia-santa

Carissimi amici e lettori di Chiesa e post-Concilio, Siamo a presentarvi il neonato “Comitato Beata Giovanna Scopelli”, costituito per un preciso motivo a cui tutti – pensiamo di poterlo dire – siamo chiamati a prestare quantomeno ascolto. Come tanti di voi già sapranno, il 3 Giugno 2017 avrà luogo nella città di Reggio Emilia il più nefando e pubblico manifesto della sodomia: il gay pride, nominato dagli stessi organizzatori del party “REmilia Pride”. Inutile nascondere la portata enorme che costoro hanno voluto dare all’evento, il quale non può appunto essere considerato come qualcosa di meramente legato alla città di Reggio o all’Emilia-Romagna. Esso ha infatti il primato su tutte le altre manifestazioni LGBT che si terranno al nord e al centro-Italia, per due motivi particolari: la Sig.ra Monica Cirinnà, la quale non necessita di essere presentata, si è fatta grande paladina di questo evento, nonché forte amica delle Arcigay Emiliane. Reggio Emilia è stata scelta per un altrettanto motivo “simbolico” ( ripugna usare il termine “simbolico” per una cosa simile, ma tant’è… ), la città essendo stata fra le prime – più precisamente la prima – a “celebrare” un’unione (in)civile dopo il c.d. ddl Cirinnà. Fatte nostre queste semplici introduzioni giungiamo presto a spiegare quale scopo si prefigge questo comitato e da chi è e sarà composto. La prima delle spiegazioni è molto semplice: si prefigge lo scopo di organizzare una grande PROCESSIONE A RIPARAZIONE DELLO SCANDALO PUBBLICO che il gay pride proferirà in tale data. Il peccato impuro contro natura, come insegna il Catechismo, grida vendetta al cospetto di Dio e, quando palesato ed esternato in foro esterno, pubblicamente, attira ancor più l’ira del Signore sopra al popolo; ancor più sopra la nazione che presta fianco a simili manifestazioni: “e non solo commettono tali cose, ma anche approvano chi le fa”, dice San Paolo circa la sodomia. Ad un evento pubblico così grave, dove viene offeso e schernito il Sacro Cuore di Gesù, deve corrispondere un’altrettanta manifestazione pubblica riparatoria. Qualcuno potrebbe pensare che tanti di questi eventi ormai esistono. E non sbaglierebbe a pensarlo, certo. Tuttavia va detto che non fare niente per la serie “inutile fermare un solo furto poiché tutti in Italia rubano” non è certo una soluzione. Noi cattolici dobbiamo tornare ad occuparci anche di questo, dimostrando ed esternando sopratutto pubblicamente la nostra Fede. A difesa dell’unico e vero Credo in Nostro Signore Gesù Cristo, a difesa della Sua Immacolata Madre, a difesa delle virtù come la Purezza, la Castità, e a tutto ciò che la Santa Madre Chiesa lungo i secoli sempre ha raccomandato… Ecco perché un nuovo Comitato, creato giust’appunto per l’evento del 3 Giugno e che vuole convogliare al suo interno, nel modo più libero e privo di “cappelli”, le diverse realtà cattoliche fedeli a quanto la Chiesa ha sempre insegnato sul tema dell’omosessualità. Occorre l’aiuto di tutti, certi che questa possa essere una buona occasione per mettere da parte – almeno per un giorno – i solipsismi che spesso albergano nel nostro mondo, dando piuttosto priorità ad un atto pubblico da offrire al Signore e a Maria Santissima come offerta riparatoria dello scandalo peggiore che possa compiersi. È giunto il momento che i cattolici di buona volontà si uniscano in modo solido e coeso, come accadde nel gay pride del 2000 a Roma, ove tante realtà cattoliche si unirono per riparare pubblicamente alla manifestazione LGBT sotto il nome di “Comitato per una Roma cristiana”. Per seguire le ulteriori informazioni circa questo evento invitiamo tutti ad iscriversi al gruppo Facebook ( cliccando qui ) aderendo e diffondendo quanto più possibile questa iniziativa, che ha bisogno dell’impegno e delle forze di tutti.

A quanto risulta da diversi fonti, come la Gazzetta di Reggio, prima testata a parlare del caso, la Curia di Reggio nell’Emilia ha fatto trapelare di non esser assolutamente coinvolta in questa organizzazione. Anche la cattedrale dove dovrebbe svolgersi l’anti Gay Pride non sarà concessa.