Poliziotti contro musulmani: «No alla preghiera del 1 settembre al Colosseo». Arriva il no della Questura

di Stefania Carboni | 29/08/2017

preghiera colosseo

«La manifestazione del 1° settembre, indetta nella Capitale da gruppi confessionali islamici, non è opportuno, anche alla luce delle forti tensioni che si sono registrate negli ultimi giorni, che si tenga dinnanzi al Colosseo». Consap, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato, si è scagliato contro la manifestazione islamica a Roma prevista a inizio mese sotto il Colosseo.

Che cosa succede il primo settembre a Roma? O meglio, cosa sarebbe dovuto succedere? In occasione dell’Eid Ul Adha (Festa del Sacrificio) l’associazione bengalese Dhuumcatu ha invitato le comunità musulmane sotto l’Arco di Costantino per una preghiera collettiva. «Un’occasione  – hanno scritto dalla Dhuumcatu – anche per ribadire la nostra indignazione nei confronti di attentati come quello a Barcellona in cui hanno perso la vita 15 persone, tra cui 3 italiani». «Solo persone malate nella mente e nello spirito – spiegano – possono compiere queste nefandezze in nome della religione. L’Islam è estraneo a questi atti vili. I musulmani dell’associazione Dhuumcatu e di altre associazioni della comunità bengalesi e non solo affermano con vigore che questi comportamenti disumani sono totalmente estranei alla religione islamica». La manifestazione inizialmente era ancora in attesa dell’ok della questura. Nel volantino si sottolinea come la religione islamica non sia collegata all’orrore delle stragi ISIS. Nonostante ciò però è arrivato un secco no. Il Colosseo, in questo periodo, è un obiettivo troppo sensibile.

L’associazione sta valutando, davanti al no della questura, il ricorso al Tar. Nel mentre ha invitato la stampa a seguire la Festa del Sacrificio che sarà celebrata in Largo Preneste, alle ore 7:00 del 1° settembre 2017.

guarda la comunicazione della questura:

 

 

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IL CONSAP CONTRO I MUSULMANI: «OLTRAGGIO A MIGLIAIA DI MARTIRI CRISTIANI»

«Oltre ai concreti pericoli di ordine pubblico in senso lato, con rischio anche di possibili infiltrazioni di individui radicalizzati, per i quali non possiamo come sindacato di Polizia non essere preoccupati – ha dichiarato Stefano Spagnoli, segretario nazionale della Consap – riteniamo che, potenzialmente, per il luogo prescelto, appunto il Colosseo, l’evento contenga intrinsecamente elementi che potrebbero apparire offensivi e oltraggiosi nel ricordo stesso del sacrificio di migliaia di martiri cristiani». «Non soltanto – ha continuato il segretario nazionale – autorizzare questo evento religioso nell’area del foro, simbolo per eccellenza della vita politica, religiosa, economica e giuridica dell’Impero Romano d’Occidente, a causa della sicura risonanza mediatica che avrà, potrebbe creare un’occasione ghiotta agli islamici estremisti per veicolare un pericolosissimo messaggio di conquista figurata della città eterna da parte dell’Islam con inevitabili conseguenti esaltazioni dei loro adepti. Non a caso nella propaganda dell’Isis, l’immagine di riferimento dei loro video-comunicati è proprio il Colosseo in fiamme!. Quindi ci sono numerose validissime ragioni per cui è auspicabile che lo svolgimento della manifestazione avvenga in un altro luogo della città». I poliziotti del Consap sono stati accontentati. Si pregherà solo a Largo Preneste, con una conferenza stampa da parte dell’associazione bengalese.

(foto da Associazione Dhuumcatu FB)