L’avvocato del carabiniere Pietro Costa: «È così bello che non ha bisogno di stuprare» | VIDEO

di Redazione | 25/11/2017

Pietro Costa

Pietro Costa è così bello che non ha bisogno di stuprare. Questa frase è stata pronunciata dall’avvocato del carabiniere accusato da una studentessa americana di averla violentata la notte del 7 settembre mentre era in servizio a Firenze. Il legale di Costa, uno due militari accusati insieme a Marco Camuffo,  ha colloquiato con Radio Capital in merito alle controverse domande poste alle due giovani statunitense che hano denunciato gli stupri di Firenze commessi da due carabinieri, e per rimarcare l’innocenza del suo assistito ha evidenziato la sua gradevolezza estetica.

PIETRO COSTA È COSÌ BELLO CHE NON HA BISOGNO DI STUPRARE

 

L’avvocato di Pietro Costa, Giorgio Carta, ha negato di aver posto una domanda che ha creato molto polemica sui social media e nell’opinione pubblica. Secondo più resoconti giornalistici a una delle ragazze americane è stato chiesto se indosasse mutandine durante il presunto stupro di Firenze, come se il fatto di non portare biancheria possa indicare un rapporto consenziente.

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Il legale ha spiegato come tutti gli abiti indossati dalle ragazze siano stati sequestrati dalle autorità dopo la violenza in quanto atti di giudizio, e la sua domanda intendesse chiarire solo la ragione per cui a una studentessa, la più piccola, siano stato sequestrati tutti gli indumenti, mentre alla più grande solo una gonna. Giorgio Carta ha negato di aver chiesto alla giovane statunitense se provasse attrazione fisica per Pietro Costa, e ha poi sottolineato come non ci sia stato un vero e proprio rapporto sessuale, visto che tra i due non ci sarebbe stato «quasi niente». Una sottolineatura che però smentisce le dichiarazioni dei due carabinieri, che hanno parlato di rapporti sessuali consenzienti. Alla fine dell’intervista con Radio Capital l’avvocato pronuncia una frase davvero controversa, ovvero che Pietro Costa sia un ragazzo così bello da non aver bisogno di stuprare. Stabilire la verità giudiziaria spetta ai giudici, ma simili difese legali non sembrano quantomeno il miglior modo di aiutare i propri assistiti.

Foto copertina: ANSA/MAURIZIO DEGL’INNOCEN