Il parroco dice no al padrino perché sposato con una divorziata. Il 14enne non vuole più la cresima

di Redazione | 30/05/2017

padrino

Sta facendo discutere la decisione del parroco della cattedrale di Lucera, in provincia di Foggia, che si è opposto alla cresima ad un ragazzo di 14 anni perché il suo padrino è sposato con una divorziata. La storia viene raccontata oggi su Repubblica, che riporta il contenuto di una lunga lettera inviata al quotidiano da Deborah D., la moglie di Luigi D., al quale la parrocchia Santa Maria Assunta ha opposto il rifiuto.

 

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LUCERA, PARROCO DICE NO AL PADRINO: RAGAZZO NON VUOLE PIÚ LA CRESIMA

Luigi D. doveva essere il padrino del figlio di un suo amico, Niccolò. L’adolescente non avrebbe avuto esitazioni ad indicarlo come suo punto di riferimento. ‘Zio Gigi’ (così lo chiama) è stato testimone di nozze dei suoi genitori e da anni è vicino alla sua famiglia. Ora il ragazzo, deluso, non vuole più presentarsi in chiesa per la cresima.

«Una persona straordinaria – ha detto il suo papà parlando del padrino Luigi – che Nicolò ha scelto di fianco in un giorno importante come quello della sua cresima. E di fronte al rifiuto della Chiesa, mio figlio ha deciso di rinunciare al sacramento». Nella sua lettera a Repubblica Deborah, 40enne foggiana, sul rapporto con il marito, scrive:

«Ci siamo sposati con rito civile nel 2012 perché io sono divorziata e da allora agli occhi della Chiesa mio marito è colpevole: per essersi innamorato di una donna divorziata, per avere deciso di impegnarsi con la persona che ama, per avere cresciuto con lei sua figlia come se fosse sua, invece che vivere da eterni fidanzati in case separate».

E ancora, sulla scelta del padrino da parte di Niccolò:

«Non poteva essere altri che Luigi. Lo chiama ‘zio’ da sempre, nonostante non esista un legame di sangue. Luigi è sempre stato presente nella sua casa: amico di famiglia, testimone di nozze dei genitori, ha addirittura accompagnato la mamma a scegliere l’abito da sposa. Presente durante la gravidanza, in ospedale alla sua nascita, è corso anche a fare compagnia a Niccolò durante l’ultima influenza».

Una vicinanza affettiva che non ha convinto il parroco della cattedrale. «A nulla è servito – ha scritto ancora Deborah – richiamare le parole di Francesco, che nel  documento chiave sulla famiglia Amoris laetitia dice che ci sono divieti che si possono superare».

(Foto: ANSA / MASSIMO PERCOSSI)

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