Ama: sessanta licenziamenti i 60 di parentopoli

di Tommaso Caldarelli | 25/09/2015

ama roma franco panzironi

Parentopoli Ama: sessanta licenziamenti dei dipendenti assunti con “le vie brevi” durante l’era dell’amministratore delegato Franco Panzironi, agli arresti per i fatti di Mafia Capitale e condannato ad oltre cinque anni di reclusione proprio per la Parentopoli di Ama: e sulla base di questa sentenza emessa dal giudice penale romano, la municipalizzata dell’ambiente ha innanzitutto reciso tutti i rapporti lavorativi con sessanta dipendenti assunti durante quell’era, e ha poi dato mandato ai suoi legali per chiedere proprio a Franco Panzironi un risarcimento in sede civile per i danni patiti.

PARENTOPOLI AMA: SESSANTA LICENZIAMENTI, CHIESTI I DANNI A FRANCO PANZIRONI

Il Messaggero nella Cronaca di Roma spiega quanto deciso dall’amministratore delegato di Ama Danilo Fortini, impiegato in queste ore a seguire la maratona sull’affidamento del nuovo contratto di servizio alla municipalizzata.

Su proposta del presidente Daniele Fortini, sollecitato dal sindaco, «alla luce di un’approfondita lettura delle motivazioni relative alla sentenza penale di condanna di primo grado del Tribunale dell’ex amministratore delegato e di alcuni ex dirigenti», ha deliberato «di procedere al licenziamento dei dipendenti assunti nel 2008 a chiamata diretta tuttora in organico (37 su 41) e di 23 autisti anch’essi assunti nel 2008». In sintesi: in totale i dipendenti coinvolti e allontanati sono 64, ma quattro di loro non sono già più in azienda. Il conto finale del provvedimento di ieri porta a sessanta licenziamenti. Perché l’Ama ha preso una decisione così drastica? Si legga nella nota ufficiale: «Le motivazioni addotte nella sentenza, ritenute all’unanimità dall’attuale Cda Ama rigorose e inappuntabili, hanno appurato che le assunzioni sono da considerarsi illegittime, facendo conseguire un ingiusto vantaggio patrimoniale ai soggetti assunti». C’è poi la parte, altrettanto dirompente, che punta a chiedere il conto a Panzironi e agli altri condannati: «Il Cda ha dato mandato al direttore generale di porre in essere tutte le azioni necessarie al fine di tutelare gli interessi di Ama e delle risorse pubbliche da essa gestite. E’ stato confermato al direttore generale il mandato per l’esercizio delle azioni civili».

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Secondo la sentenza la Parentopoli di Ama faceva onore al suo nome: assunti con i soldi dei contribuenti amici, parenti e conoscenti dell’amministratore delegato, di esponenti politici, di amici di questi ultimi, e il dominus dell’intera operazione era proprio Panzironi. Era stato il sindaco di Roma Ignazio Marino a dettare la linea.

Personalmente se fossi io il capo azienda affronterei anche il rischio di una causa per risarcimento perché a volte il simbolo di un gesto è più importante del valore economico

Su questa sollecitazione, l’Ama si è mossa di conseguenza; ma l’opposizione, maggioranza durante l’era Alemanno, si sta già muovendo per contestare i provvedimenti.

Fabrizio Ghera, oggi in Fratelli d’Italia, faceva parte della giunta Alemanno, e difende i raccomandati: «Farò richiesta per un accesso agli atti sulle assunzioni avvenute negli anni precedenti e siamo pronti a denunciare ogni eventuale abuso o discriminazione politica». Fortini: «Noi non possiamo lasciare che venga ulteriormente proseguito un ingiusto vantaggio patrimoniale a persone che non ne hanno diritto».

Copertina: AnsaFoto