Papa Francesco inizia il viaggio a Cuba e in America

di Tommaso Caldarelli | 19/09/2015

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Papa Francesco inizia il viaggio a Cuba e in America: mentre scriviamo è in volo l’aereo papale che porterà il Romano Pontefice, i suoi collaboratori e i giornalisti al seguito nell’isola della Rivoluzione, prima, dove il Papa celebrerà la messa sotto il ritratto di Che Guevara; e poi, negli Stati Uniti, dove incontrerà Barack Obama e parlerà al palazzo di Vetro delle Nazioni Unite. Si tratta del viaggio pontificale finora più lungo nel ministero di papa Francesco, che atterrerà oggi alle 16 all’aeroporto José Martì dell’Avana. Il Papa tornerà a Roma il 28 settembre, in tempo per l’apertura dei lavori del Sinodo dei Vescovi.

PAPA FRANCESCO INIZIA IL VIAGGIO A CUBA E IN AMERICA

Uno dei momenti più attesi sarà domani: dopo il saluto di benvenuto, oggi, del presidente cubano Raoul Castro, domani il pontefice celebrerà l’Eucarestia sotto il ritratto di Ernesto Che Guevara, in Piazza della Rivoluzione all’Avana. Il suo palco, molto scarno, è già pronto, e si attendono giovani da tutto il paese: la partecipazione popolare è stimata in 150-200mila persone, un dato sottostimato secondo le fonti vaticane raccolte da Vatican Insider.

Qui il regime castrista spera di ricevere due doni: la spinta per convincere gli Stati Uniti a  togliere l’embargo, dopo la ripresa delle relazioni, e un messaggio politico che salvi  almeno le intenzioni della rivoluzione, se non proprio i suoi risultati.

Per entrare alla messa, i cubani dovranno fornire nome, cognome e indirizzo: come a dire, dovranno consegnare al Partito Comunista di Cuba le proprie generalità, ritrovandosi schedati; il regime, in questo modo, potrà avere una mappatura precisa di tutti i cattolici nel paese. Ecco perché molti cubani, alla fine, potrebbero scegliere di vedersi Papa Francesco in tv.

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Cuba, Piazza della Rivoluzione (Wikimedia commons)

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Vero è che il Papa – l’hanno riconosciuto di nuovo oggi, in una telefonata, Barack Obama e Raoul Castro – è stato colui che ha permesso la prima, parziale, riconciliazione fra i due paesi, portando alla riapertura delle ambasciate.

Fonti diplomatiche dicono che il regime era rimasto molto colpito dal discorso pronunciato da Francesco in Bolivia davanti ai movimenti popolari, e sperano che lanci un messaggio simile anche a Cuba. Magari senza assolvere la rivoluzione, ma riconoscendo che le intenzioni non erano malvage, e non tutto è da buttare. Poi si aspettano che il Pontefice, tra la sosta a L’Avana e quella a Washington, metta pressione sui parlamentari Usa affinché tolgano l’embargo. L’ex speaker della Camera Nancy Pelosi, durante una recente visita sull’isola, ha pure spiegato come: non tutto insieme, ma pezzo per pezzo, con leggine per ogni provvedimento.

Secondo la blogger cubana Yoani Sanchez, il Papa dovrà “compiere un equilibrismo politico”, per ottenere le concessioni che ritiene giuste per la Chiesa a Cuba e per le fasce deboli “senza farsi strumentalizzare dal regime”. La Catholic News Agency riporta che Francesco domani in piazza darà la prima comunione a cinque bambini cubani, “un segno di speranza” per l’isola, riporta Orlando Montes de Oca, vescovo cubano e segretario della conferenza episcopale dell’Isola. Il Pontefice, a Cuba, incontrerà anche il Lider Maximo, Fidel Castro.

Copertina: AnsaFoto