Paolo Berdini scrive al Fatto: «Vogliono farmi fuori per avere le mani libere sulla speculazione»

13/02/2017 di Redazione

«Da mercoledì sono sottoposto a una criminosa macchina del fango». Parla così in una lettera al Fatto Quotidiano l’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma Paolo Berdini, finito in una bufera dopo aver definito in un colloquio con un giornalista della Stampa «impreparata» e «vicina a una bada» la sindaca della Capitale Virginia Raggi.

 

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PAOLO BERDINI: «IO, VITTIMA DI UNA CRIMINOSA MACCHINA DEL FANGO»

«Ci sono stati errori, ma con lei – dice Berdini parlando della prima cittadina – abbiamo sempre difeso la legalità». Si legge nella lettera:

Caro direttore, da mercoledì scorso sono sottoposto a una criminosa macchina del fango che non riuscirà a scalfire di un millimetro una vita dedicata alla difesa della legalità e del bene comune. Una vita spesa in battaglie che rifarei non cento, ma mille volte, per rendere le nostre città più umane e giuste. Oggi sono di fronte a un accanimento mediatico senza precedenti. E c’è un perché: la posta in gioco è alta e si chiama Stadio di Tor di Valle. Insieme a una complessiva azione di rientro nella legalità che la giunta Raggi, seppur tra incertezze e inadeguatezze, ha portato avanti finora. Parto dalle incertezze e inadeguatezze che ho più volte pubblicamente denunciato. Nessuno di noi pensava di dover affrontare ostacoli così giganteschi.

PAOLO BERDINI: «VOGLIONO FARMI FUORI PER AVERE MANI LIBERE SULLA SPECULAZIONE»

Paolo Berdini conclude la sua lunga lettera ricostruendo il colloquio con la Stampa che ha generato un polverone. «È evidente che vogliono farmi fuori», dice l’assessore. E spiega che il Movimento 5 stelle ha «la grande opportunità di continuare l’azione  fin qui intrapresa per far cambiare passo a Roma»:

Quel venerdì dopo 4 ore di teso confronto sull’emergenza abitativa un ragazzo mi si è presentato nella sala della conferenza come un militante cinquestelle e abbiamo parlato a lungo di alcune questioni romane. Solo dopo, all’esterno, sono caduto nella trappola con una registrazione illegale. È evidente che vogliono farmi fuori. Il vero punto è la colata di cemento che si vuole imporre a tutti i costi ad una città già martoriata, ridotta a un ammasso di periferie senza anima e senza quei requisiti di civiltà che dovrebbero invece contraddistinguere la capitale d’Italia.

Oggi, il M5S, se vuole, ha la grande opportunità di continuare l’azione fin qui intrapresa per far cambiare passo a Roma. Lo stadio di Tor di Valle è il banco di prova per fermare blocchi di potere che da sempre difendono la speculazione fondiaria e finanziaria a scapito dei diritti dei cittadini. Se la Raggi vuole fare questa battaglia mi troverà al suo fianco. In caso contrario, le mie dimissioni sono già sul suo tavolo.

(Foto: ANSA / ANGELO CARCONI)

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