Pagelle quarta serata Sanremo 2016: 9 alla Michielin, 1 alla Sala Stampa, 0 a questa puntata

quinta serata sanremo 2016 finale

Le pagelle, i voti e i giudizi della quarta serata del Festival di Sanremo 2016: i migliori e i peggiori del 12 febbraio 2016

Qui gli ascolti quarta serata Sanremo 2016

Miele 10: L’abbiamo vista piangere in sala stampa ieri sera in attesa del verdetto, quando noi giornalisti siamo stati chiamati di nuovo al voto dopo il caos Ipsos. Dopo che le è stato respinto il ricorso, mai avremmo pensato che sarebbe tornata sul palco dell’Ariston come “ospite speciale”. La piccolissima consolazione, come l’ha ben definita Carlo Conti, l’ha resa grande

Stadio: 9 Pezzo molto springsteeniano, la voce c’è, gli Stadio ci sono, l’Ariston chiede addirittura il bis. Dopo essersi aggiudicati la serata delle cover, che siano loro le sorprese di questo Sanremo?

Francesca Michielin 8: Canta molto bene, anche in falsetto, la gestualità è troppo studiata, dovrebbe essere più spontanea ma la canzone convince. Sfida le superstizioni e va a teatro vestita di viola. Funziona ed è tra i più applauditi dalla sala stampa

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Francesco Gabbani 7: Gabbani si muove malissimo, ma la canzone entra in testa e non esce più. Non a caso vince il premio per le nuove proposte, meritato.

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Arisa: 7 L’intro della canzone ricorda molto E fuori è buio di Tiziano Ferro. Ma Arisa ci piace, lo ha detto chiaramente polemizzando con Festival e Dopofestival: se non glielo avesse chiesto la casa discografica non sarebbe qua. Sette per il coraggio per aver svelato quello che tutti pensano, ma nessuno ha avuto il coraggio di dire.

Valerio Scanu 7: piccolo errore in fase iniziale, poi si riprende e va alla grande. Il testo di Fabrizio Moro si fa notare e viene valorizzato dalla vocalità tecnicamente impeccabile dell’ex Amico di Maria.

Elisa 6: Canta un medley dei suoi pezzi più famosi ma 1 disco di diamante, 26 dischi di platino e 4 dischi d’oro non bastano a contenere il timore reverenziale per un palco pesantissimo come quello dell’Ariston. Sei per la sincerità «Questo palco si paga un po’….»

Patty Pravo 5: Ancora senza voce, scivola malissimo e stona, ma la diva è la diva e viene applaudita.

Neffa 4: La base del brano è la stessa da cinque anni, ma questa volta la canzone non decolla. Una noia mortale che non convince nemmeno al terzo ascolto. Gli applausi sono tutti per Beppe Vessicchio.

Caccamo-Iurato 3: Via da qui, un bel consiglio. Ma vinceranno loro. Ci dissociamo sin da ora, aridatece i Jalisse

Enrico Brignano 2: Enrico Brignano fa flop, solo sketch banali e luoghi comuni. Veramente ha detto a Carlo Conti che somiglia ad Obama? I giovani sempre sul divano a chattare? Poteva osare su un palco come quello dell’Ariston dove spesso e volentieri manca il coraggio, ma nulla. Uccide la diretta e in sala stampa approfittano per andare a prendere un caffè. Siamo passati dal simil-populismo delle Iene al monologo al cloroformio di Sanremo. Ah, e abbiamo scoperto che esistono i “Brignaners“, che da ore ci insultano su Facebook: preferivamo rimanere alle Beliebers

Toti 2: Come i marò

Sala Stampa 1: al quarto giorno siamo tutti devastati fisicamente. Ballare e cantare battendo a ritmo le mani è ormai un’utopia. I più coraggiosi e prestanti al massimo scandiscono il tempo con i tasti dei pc. Il picco dell’emozione lo ha provocato nel pomeriggio la conferenza stampa di Cristina D’Avena, con gente in lacrime per i ricordi d’infanzia e altri che prenotavano sedute dallo psicologo per un ritorno tardivo del complesso di Edipo. E poi, fa freddo, se uscite a fumare sul terrazzo, chiudete ‘sta cazzo di porta. Unica prova di vita alla fine del collegamento di Rocco Tanica

J.Balvin 0,5 : Il re del reggaeton in conferenza stampa aveva detto che dalla sua Medellin guardava Sanremo in tv. Suggeriamo di continuare a farlo. Dalla sua Medellin

Quarta Serata del Festival 0: Ok, è stata la più moscia del Festival. Nonostante Elisa, probabilmente anche per colpa d Brignano che non ha fatto quello che ci si aspettava da lui, e anche di J. Balvin. Però diciamolo chiaramente: è troppo lunga. Va bene lo share, va bene il regolamento, ma così rischia di diventare un ritrovo per alcolisti sanremesi anonimi. Gli Stadio si esibiscono a mezzanotte, e dopo di loro mancano ancora Arisa, Fragola, Dolcenera e Clementino, due ospiti, e il collegamento con Rocco Tanica. Questo è accanimento, non è uno spettacolo. Il Dopofestival inizia che sono quasi le 01.30 di notte. Neanche i parenti di Carlo Conti se lo vedrebbero tutto. Ecco, stiamo riformando il Senato, si può provare anche a riformare Sanremo. Obbligo di chiusura le ore 00.00

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Photocredit copertina ANSA/ETTORE FERRARI