Nardella: «Leopolda del Partito della Nazione? No etichette, ma la contrapposizione destra-sinistra non basta più»/VIDEO

11/12/2015 di Alberto Sofia

Tra i fedelissimi renziani, Dario Nardella non è certo nuovo alle “provocazioni”. Si era spinto oltre, il sindaco di Firenze, anche con l’intervista al Corriere della Sera, con la quale aveva rilanciato lo schema del “Partito della Nazione”, spauracchio della sinistra dem. E non è un caso che le sue parole abbiano subito rotto la tregua interna nel Partito democratico. Ai microfoni di Giornalettismo TV, a margine della Leopolda 6, il sindaco di Firenze non ha però fatto alcuna retromarcia: «È la prima Leopolda del Partito della Nazione? No, la Leopolda non ha etichette. Il centrosinistra va archiviato? Non ho detto questo. Ma la contrapposizione destra-sinistra non basta più a spiegare la realtà».

GUARDA L’INTERVISTA A DARIO NARDELLA

NARDELLA: «NCD E VERDINI? NON SPETTA A ME DARE PATENTI DI RIFORMISMO»

Per il sindaco questa dialettica ormai è superata, del “secolo scorso”: «Parlo con molti cittadini che hanno valori per me di sinistra: solidarietà, modernità, voglia di cambiamento. Per molti altri cittadini, invece, questi non fanno parte di un’identità di sinistra. Ma io con quei cittadini voglio parlarci», ha insistito. Ma se Ncd o i fedelissimi di Verdini vorranno presentarsi o partecipare alle primarie dem? «Non spetta a me dare patenti, non è una questione di nomi. Ma l’Italicum spinge verso due poli: da una parte c’è un blocco populista, conservatore, nazionalista, dall’altro uno riformista e innovatore in cui il Pd è centrale. Qui tutti possono iscriversi, anche Sel», si difende Nardella. E i processi di Verdini non bastano per segnare dei limiti? «Ripeto, non spetta a me dare la patente di riformista», ha concluso il sindaco fiorentino.

Share this article