Morto il bambino curato con l’omeopatia e finito in coma per una otite

di Stefania Carboni | 27/05/2017

francesco omeopatia

Il piccolo Francesco di 7 anni di Cagli, ricoverato nel reparto di rianimazione del Salesi di Ancona per un’otite non curata, è morto clinicamente stamane. A darne notizia è stato per primo il Resto del Carlino. I medici del Salesi hanno convocato una commissione apposita per l’accertamento della morte cerebrale. Potrebbe esserci un espianto di organi ma si attende l’assenso della famiglia.

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FRANCESCO OTITE AGGRAVATA E POI COMA: I FATTI

Francesco è morto dopo l’aggravamento delle sue condizioni per una otite non curata con medicinali tradizionali bensì con l’omeopatia. I genitori, dopo averlo curato per 15 giorni con questi preparati, lo hanno portato all’ospedale di Urbino martedì notte. Il piccolo risultava già semi incosciente, con febbre e un ascesso cerebrale, provocato dal pus che si era diffuso alle pareti del cervello. Il primario del reparto di rianimazione del Salesi ha inviato alla procura dei minori e alla procura presso il tribunale di Ancona. Si attende ora il  bollettino dell’ospedale. «Andate via, vi sembra il momento? State solo approfittando del nostro dolore…», ha dichiarato la madre del bambino, allontanando i giornalisti, all’Ospedale Salesi di Ancona.

L’OMEOPATIA, I CONSIGLI DEL MEDICO E LA PEDIATRA MAI CONTATTATA

Ma l’omeopatia quanto c’entra in questa storia? In realtà, stando al racconto del nonno rilasciato sul Resto del Carlino, la morte del piccolo potrebbe tramutarsi in una inchiesta.  Anche perché, come spiegò a Repubblica Giovanni Gorga di Omeoimprese, l’omeopatia si utilizza solo per alcuni casi: «Quello che è accaduto è gravissimo e deplorevole, ma non per questo dobbiamo criminalizzare i medicinali omeopatici. L’omeopatia non è una medicina alternativa ma complementare e sotto accusa, eventualmente, deve essere il medico e non l’intero comparto. Quando vi sono errori in sala operatoria è il medico il responsabile, non certo il bisturi». I familiari di Francesco, due commercianti che hanno anche altri due figli minorenni, sono convinti sostenitori delle cure omeopatiche, e si erano rivolti al dottor Massimiliano Mecozzi, medico omeopatico con studio a Pesaro, che da tre anni seguiva il bambino, mai curato con antibiotici da quando aveva tre anni. Circa 15 giorni fa Francesco si è ammalato di otite bilaterale: i genitori non si sono rivolti alla pediatra di famiglia, la dottoressa Rosera Falasconi, ma al dottor Mecozzi, che avrebbe visitato il piccolo in due occasioni, consigliando ai familiari una terapia a base di preparati omeopatici. Francesco è peggiorato, la febbre è salita e il bimbo ha perso conoscenza il 23 maggio. A quel punto i genitori lo hanno portato nell’ospedale di Urbino, dove una Tac ha rivelato gravi danni al cervello. Il piccolo è stato trasferito al nosocomio pediatrico ‘Salesi’, dove, alle 4 del mattino del 24 maggio, è stato tentato un intervento chirurgico per la rimozione dell’ascesso cerebrale. Ma anche con la terapia antibiotica d’urto successiva all’operazione il bimbo non è riuscito a salvarsi.