Retroscena di Repubblica su D’Alema contro Renzi: «Pur di cacciarlo pronto a votare Raggi». Ma lui smentisce

15/06/2016 di Redazione

Ci sono delle parole destinate a scatenare un putiferio. Nuovi scontri. Nuovi polemiche. È il caso delle affermazioni che oggi in un articolo di retroscena di Repubblica attribuisce a Massimo D’Alema. «Pur di cacciare Matteo Renzi sono pronto anche a votare Virginia Raggi», avrebbe affermato l’ex premier ad alcuni amici. Scrive Goffredo De Marchis:

Pur di mandare via Renzi, Massimo D’Alema, con un sorrisetto, dice che sarebbe disposto a votare “Lucifero”, figuriamoci se può tirarsi indietro davanti alla candidata grillina di Roma Virginia Raggi. Nei colloqui con gli amici, durante la campagna elettorale che ha fatto in giro per l’Italia nei comuni dove lo hanno chiamato i fedelissimi, l’ex premier – raccontano – ha svelato la sua scelta romana: “Voto per la Raggi e invito chi mi chiede un consiglio a fare altrettanto”. Sfoghi, battute, sarcasmi distribuiti a pioggia, perché non vi è traccia di dichiarazioni ufficiali. Ma l’obiettivo è abbastanza chiaro: indebolire l’attuale segretario del Pd, far cadere il suo governo “e dopo mettersi al lavoro per ricostruire la sinistra riformista”. Sulla strada di questo traguardo si passa da due tappe: quella di domenica, i ballottaggi di Roma e Milano, e il referendum costituzionale di ottobre. Già dalla prossima settimana D’Alema si prepara a costituire i comitati del No.

IL RETROSCENA DI REPUBBLICA: D’ALEMA PENSA GIÀ AL DOPO-RENZI

L’intenzone di D’Alema, stando a quanto riportato da Repubblica,  sarebbe dunque quella di lavorare fin da subito all’alternativa a Renzi, che oggi alle urne non raccoglierebbe il successo del 2014. Scrive ancora De Marchis:

Secondo D’Alema, e non soltanto per lui, siamo lontani anni luce dal dato delle Europee, ovvero dal 41 per cento grazie al quale il premier-segretario ha potuto fare il bello e il cattivo tempo in Parlamento. “Quel risultato è figlio di un terrore del vuoto, pochi mesi dopo le elezioni politiche. Oggi è cambiato tutto”, ripete D’Alema. Che smonta la narrazione secondo cui fuori dal Pd renziano esiste solo il diluvio, il populismo, l’ingovernabilità, nella versione sempre predicata dal premier. “Non è così. Una sconfitta del premier non provocherebbe affatto una crisi di sistema. Dopo di lui un’alternativa c’è, eccome”. Insomma, se Renzi va a casa non è vero che si torna a votare, come dicono gli amici del segretario. Ci sarà un nuovo governo, nascerà un’altra stagione.

LA SMENTITA

In mattinata è però arrivata una smentita all’articolo. La portavoce di D’Alema, Daniela Reggiani, ha spiegato:

«L’articolo pubblicato da Repubblica è falso. I numerosi virgolettati riportati, a cominciare dal titolo, corrispondono a frasi mai pronunciate. D’altra parte, l’autore non precisa né dove, né quando, né con chi sarebbero state dette. Le riunioni di cui si parla non si sono mai svolte. La ricostruzione è frutto della fantasia del cronista e della volontà dei suoi mandanti. D’Alema, che è quasi sempre all’estero, non ha avuto modo di occuparsi della campagna elettorale di Roma».

Poi l’ex premier ha mentito anche a Omnibus, come prontamente ripostato anche dal senatore Pd Stefano Esposito su Twitter:

 

 

(Foto di copertina: ANSA / DANIELE MASCOLO)

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