Mario Draghi: euro, cosa fare per assicurare la moneta unica

di Andrea Mollica | 16/02/2016

tassi interesse bce

Mario Draghi euro

, il presidente della Bce Mario Draghi è intervenuto al Parlamento europeo per spiegare cosa si debba fare per assicurare l’euro, moneta ancora messa in discussione dalle continue crisi, economiche ma anche politiche, che colpiscono l’UE.

MARIO DRAGHI EURO DISCORSO

Nell’audizione alla commissione Affari economici il presidente della Bce Mario Draghi ha riproposto ancora una volta la sua linea europeista, invitando gli Stati membri a far tutto il possibile per mantenere l’integrità dell’euro. La ricetta di Mario Draghi per l’euro è sintetizzabile in riforme strutturali che migliorino le competitività dell’economie dell’unione monetaria, nel completamento dell’unione bancaria, nella diversa composizione dei bilanci nazionali per stimolare una crescita ancora troppa bassa, ovvero meno spesa corrente per liberare spazio a riduzione delle tasse e maggiori investimenti pubblici, e nel consolidamento fiscale da perseguire per chi ha debiti troppo elevati, come l’Italia. Nel corso del suo intervento Mario Draghi è stato più volte sollecitato a interventi sul nostro Paese. Il presidente della Bce ha smentito l’ipotesi di acquisti dei crediti deteriorati circolata prima dell’audizione, negando contatti con il Governo italiano in merito. Mario Draghi ha rimarcato come il bail-in, adottato solo due anni fa, non possa essere rimesso in discussione, un messaggio ai critici che si sono moltiplicati in queste settimane nel nostro Paese. Il presidente della Bce ha però sollecitato al completamento dell’unione bancaria, chiedendo all’eurozona, in particolare alla Germania, di non forzare sulla ponderazione del rischio per i titoli di Stato nei bilanci delle banche. Un messaggio europeista, in un’Europa sempre più divisa dalle spinte nazionalistiche.

MARIO DRAGHI QUANTITATIVE EASING

Mario Draghi ha evidenziato come negli ultimi due anni la crescita nell’eurozona sia arrivata essenzialmente grazie allo stimolo monetario della Bce, che ha rappresentato circa la metà dell’incremento del Pil dell’unione monetaria. La Banca centrale europea, ha rimarcato il suo presidente, è orientata a rivedere il Quantitative Easing alla luce del deterioramento delle prospettive di crescita e inflazione, per perseguire la stabilità dei prezzi. Il rallentamento delle economie emergenti, il crollo del petrolio così come il graduale apprezzamento dell’euro potrebbero aver ulteriormente diminuito le aspettative di aumento dei prezzi. La Bce deciderà nel prossimo Consiglio direttivo del 10 marzo se rivedere i criteri del Quantitative Easing, che al momento procede al ritmo di circa 60 miliardi al mese. L’intervento di Mario Draghi al Parlamento europeo conferma le dichiarazioni precedenti del presidente della Bce su un possibile aumento dello stimolo monetario garantito dal QE. Gli acquisti dei titoli di Stato non bastano però a riportare la crescita, anche se Mario Draghi ha sottolineato come le banche siano più solide rispetto al passato, con un aumento dei requisiti patrimoniali capace di migliorarne la resistenza agli shock, ed evitare una nuova capitalizzazione.