Malaria, i consigli di Roberto Burioni contro il contagio

di Redazione | 06/09/2017

Malaria

La malaria è tornata a uccidere in Italia. Una bambina di quattro anni, Sofia Zago, è morta in ospedale a Brescia dopo aver contratto questa malattia peculiare, trasmessa dalle zanzare anofele, che a quanto si sa non esistono in un numero tale nel nostro Paese da esser pericolose. Roberto Burioni, noto immunologo che si è conquistato una celebrità significativa sui social media grazie al suo impegno di divulgazione scientifica sui vaccini, rimarca come purtroppo, per la gioia di chi lo contrasta, non esistano immunizzazioni contro la malaria, in una intervista al Giornale. «Malauguratamente manca. Se ci fosse, quella bambina sarebbe ancora viva. Quindi, a chi sostiene che dieci vaccini siano troppi, dico che purtroppo non sono abbastanza. Se avessimo il vaccino potremmo rimanere tranquilli anche se la zanzara fosse tornata».

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Burioni evidenzia come la morte di Sofia Zago sia dolorosa e preoccupante proprio perché la bambina ha contratto la malaria in Italia, ed esclude che ci sia un legame tra il ricovero di due bambini malati di malaria e il decesso della piccola di quattro anni. «La malaria non si trasmette da individuo a individuo. Viene veicolata da particolari zanzare che prima pungono un malato e poi un individuo sano passandogli la grave malattia».  Per l’immunologo del San Raffale i casi di trasmissione della malaria nel tragico caso della bambina trentina sono due: il primo è una puntura della zanzara anofele arrivata attraverso un aereo, magari chiusa in qualche bagaglio. L’altro, più preoccupante, è la possibilità che questo tipo di zanzara sia presente in Italia in numero più consistente di quanto sia conosciuto al momento, un’eventualità ben più preoccupante. Sarebbe un guaio terribile, ed è indispensabile che gli studiosi di zanzare si mettano subito al lavoro per escludere questa possibilità. Vista la mancanza di vaccini, Burioni reputa «fondamentale fare la profilassi antimalarica quando si va nei Paesi a rischio, cosa che molti prendono erroneamente sottogamba».

Foto copertina: ANSA/JACOPO VALENTI

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