«La malaria in Italia colpa della Boldrini e dei suoi amici immigrati»

di Gianmichele Laino | 05/09/2017

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Il countdown era partito non appena si era diffusa la notizia della morte di una bambina di 4 anni, Sofia Zago, a causa della malaria. Si aspettavano le prime reazioni della rete su Laura Boldrini e sui migranti e – puntualmente – sono arrivate. Probabilmente non c’è stato il tempo nemmeno di approfondire la notizia e di andare oltre i titoli proposti dai giornali: il web aveva già individuato i colpevoli del tragico evento registrato agli Ospedali Civili di Brescia.

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La colpa del caso di malaria in Italia è degli «immigrati». Sono loro, secondo i soliti utenti pressapochisti dei social network, ad aver «importato» la malattia in Italia, ad aver «contagiato» la piccola e ad aver stroncato la sua giovane esistenza. Il tutto – non poteva mancare questo riferimento – con il benestare di Laura Boldrini, l’«amica degli immigrati», colei che ha permesso l’«invasione» dell’Italia.

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Ogni occasione, anche quella più tragica, è buona per sputare veleno nei confronti della presidente della Camera e delle politiche dell’attuale governo sull’immigrazione. Non importa se la malaria è stata contratta in Italia, non importa se la malattia può essere diffusa soltanto attraverso la puntura di una particolare zanzara (quelle appartenenti al genere Anopheles), non importa se la percentuale di contagio da uomo a uomo per questa patologia è praticamente irrisoria.

Inoltre, bisogna ricordare che l’Italia è stato un Paese endemico negli anni Cinquanta e che soltanto la bonifica di alcune località particolarmente paludose ha fatto sì cha la malattia potesse quasi definitivamente scomparire.

Ma tutto questo non basta, nemmeno di fronte alla tragedia di una famiglia che ha perso la sua piccola di quattro anni. Per i social network e per i loro utenti più superficiali, anzi, non c’è nulla di meglio di un dolore molto grande per mettere in piedi una vera e propria strumentalizzazione. E allora – come si leggeva nei testi di letteratura – «dagli all’untore». E alla loro «amica» Laura Boldrini.