Luigi Di Maio lancia la linea anti Orban: «L’immigrato non è un nemico»

di Stefania Carboni | 24/09/2015

luigi di maio

Luigi Di Maio, ospite a Otto e Mezzo, commenta così la situazione migranti e l’attuale governo ungherese. «Noi la linea di Orban non la condividiamo per niente. Sulle politiche dell’immigrazione noi non abbiamo come nemico l’immigrato ma il sistema che ci lucra. Bisogna chiudere centri come il Cara di Mineo, noi abbiamo creato un piano con microcentri, gestiti statalmente: senza nessuna cooperativa dentro».
L’unica linea che il Movimento può avere con Orban – ha replicato il vicepresidente alla Camera – c’è solo sulla attività delle banche statali ungheresi che investono sui mutui per cittadini in difficoltà. Una posizione decisamente diversa rispetto al post aul blog del 4 settembre dedicato proprio al discusso leader europeo.

luigi di maio marco travaglio

LEGGI ANCHE: Grillo ferma Di Maio: «Lui premier? Deciderà la rete»

Nel blog Grillo si esaltavano, nemmeno pochi giorni fa, i successi del governo ungherese. Con una stampa – italiana – cattiva:

“Se c’è un Paese che gode di cattiva stampa, giusto per non dire diffamazione, quello è l’Ungheria. E quando non è presente un articolo costruito per parlarne in termini negativi allora è silenzio totale. Tutti i giornali “progressisti” (ma anche quelli cosiddetti di centro-destra), come qui la solita Repubblica, o il Corriere, o altrove il N.Y.T., l’Economist, la Bild-Zeitung, le Figarò, l’Humanitè ecc…se scrivono un articolo è solo di critica se non proprio per calunniare.
E non è certo un caso.

LUIGI DI MAIO: «SQUADRA DI GOVERNO, ANCORA PREMATURO PARLARNE» –

Ospite in studio da Lilli Gruber un giornalista molto seguito dai grillini Marco Travaglio che ha sottolineato come il Movimento abbia incamerato persone non proprio di qualità per questa legislatura. Perché nel salotto politico si è parlato anche di futuro del M5S.
Sulle indiscrezioni per la sua “investitura” a leader M5S Di Maio ha commentato: «Io premier? Lo chieda a chi lo scrive. Mi piace che si piaccia comunque che si parli del Movimento 5 Stelle. Per chi è curioso abbiamo organizzato questo evento a Imola, che si chiama Italia a 5 stelle, dove illustreremo tutte le fasi programmatiche del nostro governo». «Noi non conosciamo il metodo di creazione della nostra squadra di governo – ha precisato-. Parliamo della esigenza di far conoscere ai cittadini il governo prima delle elezioni». «Credo sia prematuro parlarne. Adesso la nostra priorità è far sì che sempre più persone decidano chi governerà».

LUIGI DI MAIO: «SQUADRA DI GOVERNO, ANCORA PREMATURO PARLARNE» –

L’evasione fiscale è strettamente legata a Equitalia. Si tratta di tasse non riscosse. Se tu prendi una spa privata e parli di guadagni sulle riscossioni è ovvio che la spa si si accanisce sui piccoli commercianti non sulle aziende che hanno fior fior di legali. L’evasione sulle piccole imprese – azzarda Di Maio – potrebbe non esistere più, è minoritaria, perché appena «sbagli Equitalia agisce».

LUIGI DI MAIO: «RENZI TEME I TALK PER LE CRITICHE» –

Si è parlato anche del premier e la polemica con i talk show politici. «Renzi è intollerante alle critiche. I talk stanno sottolineando come alcune cose non vadano bene», ha commentato Di Maio. «Lui ironizza e addirittura il Pd convoca un direttore di rete in Commissione Vigilanza Rai». E le critiche? Chiede Gruber. «La critica è legittima per i giornalisti, così come per i politici», ma, sottolinea Di Maio «non si può convocare un direttore di rete» per questioni legate anche «al M5S».