Lorenzo Manavella confessa: ha trucidato lui zia e nonni a Santhià

di Maddalena Balacco | 17/05/2014

E’ durato l’arco di una giornata il giallo del triplice omicidio a Santhià, dove in una villetta, nel primo pomeriggio di ieri, erano stati scoperti i corpi di due anziani e la loro figlia cinquantenne, brutalmente uccisi a coltellate.

LORENZO MANAVELLA, L’ASSASSINO – Sin da subito il nipote Lorenzo Manavella, che abitava proprio nei pressi della villetta, si era reso indisponibile. Si era scatenata una vera e propria caccia all’uomo, ma alla fine è stato lui stesso a consegnarsi a Venezia alla Polfer, con la lapidaria frase: “Sono io l’assassino di Santhià”. “Mi voglio costituire da voi e non a Vercelli – ha detto Lorenzo Manavella al posto di polizia della stazione di Venezia -. Sono io l’autore del triplice omicidio di Santhia’”. Il ragazzo, è stato precisato, era in stato confusionale e sporco di sangue, ma si è presentato di sua volontà al posto di polizia, al binario 14 della stazione Santa Lucia. Agli agenti avrebbe detto di non sapere il motivo del suo gesto, e che si trattava di un colpo di testa.

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LO SGOMENTO DEL PADRE – Il padre di Lorenzo Manavella, sulle pagine del Corriere, esprime il proprio sgomento per quanto accaduto: proprio lui, dopo aver cercato invano di contattare tutta la sua famiglia nella giornata di ieri, aveva dato il la alle ricerche contattando il presidente della squadra di pallavolo che allena. Ieri nelle prime ore dopo la tragedia diceva  «Io non riesco a crederci, non voglio pensare quello che pensano tutti. Lui non può essere stato, magari l’hanno coinvolto»

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IL MISTERO –  “La mia nonna la più bella donna che non mi tradirà maiii”, “Ti voglio bene nonno sei la mia vita”, “io e la ziettaaa”. Così Lorenzo Manavella, sul suo profilo Facebook, parla delle sue vittime: Patrizia Manavella(56 anni), Tullio Manavella (85 anni) e Tina Bono (78 anni). Lorenzo scrive queste frasi su Facebook il 15 aprile 2012: sono le didascalie di altrettante foto che lo ritraggono con i parenti morti tra giovedì 15 e venerdì 16 maggio. Parole che suonano agghiaccianti, tanto più perchè corredate da cuori e sorrisi. Ma oggi sul suo profilo si scatena la polemica fra chi lo insulta e chi invece lo difende: e già qualcuno chiede che venga chiuso. (Photocredit/Facebook)