Martina Levato e Alexander Boettcher: condannati a 14 anni gli amanti dell’acido

di Redazione | 11/06/2015

Alexander Boettcher Martina Levato

Martina Levato e Alexander Boettcher sono stati condannati in primo grado, con rito abbreviato e lo sconto di un terzo della pena, a 14 anni di carcere per l’aggressione con l’acido ai danni dello studente Pietro Barbini. Lo ha deciso la nona sezione del Tribunale di Milano. La “coppia diabolica” paga così le lesioni gravissime a danno del giovane studente rimasto sfigurato in un’aggressione avvenuta a Milano in via Giulio Carcano lo scorso 28 dicembre. I giudici hanno escluso l’aggravante della crudeltà ma hanno confermato le aggravanti dei motivi abietti e della premeditazione.

Levato Boettcher acido
ANSA/STEFANO PORTA

LEVATO-BOETTCHER, L’AGGRESSIONE CON L’ACIDO E LA CONDANNA –

I due sono stati condannati ad altri tre anni di libertà vigilata a fine pena come misura di sicurezza. Il collegio ha inoltre disposto a favore della vittima un milione di euro di risarcimento e 100.000 euro per i genitori. Presente in aula solo Alexander Boettcher. Paolo Tosoni, legale di Pietro Barbini, ha parlato di una pena adeguata. «I due imputati hanno posto in essere una condotta grave e i danni provocati sono gravissimi tant’è che il tribunale ha disposto una provvisionale alta, di un milione e 100mila euro. Siamo pienamente soddisfatti e colgo l’occasione per ringraziare a nome della famiglia la questura e la procura per il lavoro svolto e che ha portato alla scoperta di altri episodi contestati agli imputati».

 

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LEVATO-BOETTCHER, GLI AVVOCATI RICORRERANNO IN APPELLO –

Ermanno Gorpia, difensore di Alexander Boettcher, ha già preannunciato un ricorso in appello. «Un’aggravante in meno è un grosso risultato, anche se per noi ce n’è un’altra insussistente, che è quella dei motivi abietti: Martina ha chiaramente agito per quello che secondo lei era vendicare, seppur in modo spropositato, un torto, quindi un motivo c’era. In ogni caso c’è una ricostruzione complessiva che noi abbiamo fatto e su cui affideremo l’appello». Daniele Barelli, difensore di Martina Levato, conferma: «Leggeremo le motivazioni e poi faremo ricorso in appello, per chiedere una revisione di questa sentenza. La questione principale è la capacità di intendere e di volere di Martina Levato. Ci sono problemi seri che devono essere analizzati attraverso un lungo percorso di cura».

LEVATO-BOETTCHER, LE SCUSE DI MARTINA LEVATO –

In mattinata, nel corso dell’udienza per le conclusioni, Martina Levato ha chiesto scusa a Pietro Barbini ed alla sua famiglia: «sono dispiaciuta per quello che ho fatto». La ragazza durante l’udienza a porte chiuse ha detto che Pietro la perseguitava fin dai tempi del liceo ma allo stesso tempo ha ammesso che la sua reazione è stata ingiustificata. Boettcher ha invece consegnato un memoriale di 40 pagine in cui si legge: «Martina mi propose un patto e mi disse “io andrò in carcere per purificarmi, ma tu devi darmi un figlio”. Le ho risposto che mi sembrava una cosa giusta». L’avvocato Ermanno Gorpia ha spiegato che il suo assistito ha dichiarato di non aver mai saputo in che modo Levato intendesse finire in carcere per 10 anni. La difesa quindi ha chiesto per lui l’assoluzione perché, malgrado abbia accettato quel patto dicendo «mi sembra una cosa giusta», Boettcher «non era consapevole che la ragazza avesse lanciato dell’acido contro il suo ex compagno di scuola, perché Martina non gli aveva mai detto cosa comportasse quel suo percorso di purificazione».

(Photocredit copertina ANSA/ POLIZIA DI STATO)