Lazio, nuove regole sulle spiagge: la metà saranno “libere”

Lazio, nuove regole sulle spiagge: la metà saranno pubbliche per obbligo di legge. E’ stata approvata ieri dalla Regione la riforma della legge  13 del 6 agosto 2007, in materia di Turismo, che è stata novellata “nella parte relativa all’utilizzo del demanio marittimo e alla ripartizione delle spiagge libere”. I consiglieri regionali del Lazio, proprio mentre infuria sul litorale romano la guerra dei balneari e della giunta di Ignazio Marino a colpi di Tar, ricorsi e controricorsi, l’amministrazione di Nicola Zingaretti sceglie di varare la rivoluzione delle spiagge del Lazio.

LAZIO, NUOVE REGOLE SULLE SPIAGGE: LA META’ DEVONO ESSERE PUBBLICHE

Ne parla Repubblica nella Cronaca di Roma.

Nella precedente versione della legge non vi erano limiti nell’estensione territoriale delle concessioni, mentre «le aree demaniali» duravano «sei anni e alla scadenza si rinnovano automaticamente per altri sei anni e così successivamente a ogni scadenza». Questo significa che sostanzialmente nel Lazio a oggi quasi non ci sono spazi che non siano occupati: un 10 per cento di spiagge è ancora libero, a trovarlo. Il rinnovo automatico è una delle prime regole che salta: viene eliminato del tutto perché in contrasto con la Direttiva Bolkestein. Ogni concessione demaniale dovrà essere assegnata con procedura pubblica.

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Ma la vera e principale novità sta nel fatto che non sarà più possibile per i comuni assegnare tutti i tratti di spiaggia del proprio territorio: una quota fissa dovrà necessariamente rimanere libera e pubblica.

Il nuovo regolamento stabilisce, nel comma 5 dell’articolo 4, che «i comuni sono tenuti a riservare alla pubblica fruizione una quota pari ad almeno il 50 per cento dell’arenile di propria competenza. In caso di mancato rispetto, il comune non può rilasciare nuove concessioni demaniali marittime».

Inoltre, si legge nel nuovo provvedimento, “i comuni nella pianificazione sono tenuti a garantire lungo l’arenile di propria competenza un’equilibrata presenza di spiagge libere e spiagge libere con servizi pari almeno al 20 per cento in ciascun ambito omogeneo“. Tuttavia, scrive Repubblica, non è chiaro come si potrà far rispettare la novità legislativa, visto che le spiagge, anche demaniali, sono tutte in concessione pluriennale automaticamente rinnovabile, e sono piene di stabilimenti già costruiti: andranno abbattuti?

 

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