«Il cobalto delle batterie degli iPhone lo estraggono i bambini del Congo»

di Redazione | 19/01/2016

iPhone lavoro bambini

Iphone lavoro bambini

in Congo bambini di 7 anni sarebbero impiegati nelle miniere per estrarre il cobalto con cui sono costruite le batterie dell’iPhone. Apple non è l’unica multinazionale accusata da un report di Amnesty International di utilizzare materie prime ottenute grazie al lavoro minorile. Anche Samsung, Sony così come un’altra decina di grandi aziende dell’IT avrebbero come fornitore un’azienda controllata dalla cinese Huayou Cobalt, che impiegherebbe su larga scala il cobalto estratto grazie al lavoro dei bambini.

iPHONE COBALTO MINIERE

Il cobalto è una componente essenziale per le batterie degli smartphone.Il 50% della produzione mondiale di questa materia prima spetta alla Repubblica democratica del Congo, dove il cobalto è estratto in miniere dove secondo l’Unicef sarebbero impiegati fino a 40 mila bambini. Amnesty International ha realizzato un rapporto in cui Apple, Samsung, Sony e altre multinazionali dell’IT sono accusate di sfruttare il lavoro minorile. Le aziende non avrebbero infatti messo in campo i necessari controlli per impedire l’acquisto di questa materia prima ottenuta grazie al lavoro minorile. Secondo Amnesty International le multinazionali come Apple o Samsung avrebbero come fornitori di batterie imprese che comprano cobalto dall’Huayou Cobalt, un colosso cinese che controlla la Congo Dongfang Mining. Questa azienda non si farebbe scrupoli a comprare materia prima ottenuta con il lavoro dei bambini. AI ha intervistato una novantina di bambini nel suo report che lavorano nelle miniere da cui compra il cobalto Congo Dongfang Mining.

BAMBINI COBALTO MINIERE

Nella sua risposta alle accuse di Amnesty International Apple ha precisato come il lavoro minorile non sia tollerato nella sua catena di fornitori. L’ azienda produttrice dell’iPhone rimarca di aver introdotto standard molto elevati per tutelare i bambini dallo sfruttamento.  Ogni suo fornitore è obbligato, in caso di abuso di lavoro minorile, a finanziare il ritorno a casa del bambino occupato, finanziare la sua educazione in una scuola scelta dalla famiglia, continuare a pagargli lo stipendio e offrirgli un posto di lavoro quando avrà raggiunto l’età minima. Sulle accuse relative al cobalto, Apple precisa di effettuare specifichi controlli sulla catena dei fornitori. Anche Samsung e Sony, come riferisce BBC, smentiscono l’utilizzo del lavoro minorile nei fornitori che gli procurano le batterie. Da altre multinazionali sono arrivate risposte più vaghe. La situazione di sfruttamento nelle miniere del Congo è molto grave; oltre ai bambini impiegati, le condizioni di lavoro e di sicurezza sono così gravi da aver provocato 80 morti tra gli estrattori di cobalto tra  settembre 2014 e dicembre 2015.  Amnesty International rimarca come nelle miniere ci sia una delle più gravi situazioni di sfruttamento del lavoro minorile, e come sia uno scandalo che multinazionali che insieme fatturano 125 miliardi di dollari non conoscano chi siano i loro fornitori e in che condizioni siano prodotti i loro componenti.

 

 

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