Il consigliere di Stato Bellomo: «Sono un genio, anche Einstein fu attaccato come me»

12/12/2017 di Redazione

Il consigliere Bellomo, accusato di aver obbligato le allieve della scusa privata di formazione per magistrati “Diritto e Scienza” a presentarsi a lezione in minigonna e tacchi a spillo, si difende in modo curioso: «È una semplificazione. Il mio è un metodo scientifico di intendere la funzione della ragione nelle cose umane. Tutti i geni, anche Einstein, si sono dovuti difendere dagli attacchi di chi non ne conosceva le idee. Non avrei voluto divulgare le mie, ma sono venute fuori. Allora perché non dite che funzionano? Le mie allieve (e i miei allievi) hanno superato il concorso più di quelle di qualunque altro corso. E poi il dress code non è quello che scrivete», spiega in un’intervista al Corriere della Sera.

IL CONSIGLIERE BELLOMO: «SI PUÒ ESSERE CENSURATO PER UN DRESS CODE?»

Dopo Einstein, il consigliere Bellomo scomoda anche Kafka, per rispondere alla giornalista che gli contesta che ci siano anche le foto delle studentesse in minigonne e tacchi a spillo: «Quelli sono eventi. E il dress code non mi è stato contestato, mentre leggo che sono stato condannato per quello. Io non posso e non voglio parlare di quel procedimento di fronte al Consiglio di Stato. Ma se anche volessi, come nel processo di Kafka io, tutt’ora, le accuse non le conosco. Non mi hanno contestato nessuna clausola. Un uomo che ha fatto il pm in realtà complicate come la Sicilia, può essere censurato per un dress code?»

LEGGI ANCHE > L’ALLIEVA COSTRETTA A INDOSSARE LA MINIGONNA: «COSÌ IL PROF MI MINACCIAVA»

Il consigliere Bellomo assicura che la borsista con cui aveva rapporti sessuali gli ha dato il consenso a raccontarne i dettagli sulla rivista interna alla scuola e soprattutto sostiene di non aver alcun potere a far bocciare al concorso di magistratura coloro che si faranno avanti a denunciare. Quanto al contratto sottoscritto dagli allievi – quello che prevederebbe il dress code – il consigliere di Stato non ha alcuna intenzione di mostrarlo.

E il regolamento con vestiti succinti e obbligo di omertà?
«Ma quale omertà? Voi non ce l’avete il contratto. È tutto trasparente».
Allora lo mostri. Perché tanto segreto?
«Esistono delle clausole di riservatezza nel contratto che viene sottoscritto con la società che organizza i corsi. Come negli Stati Uniti».
Il Corriere però ha letto i suoi articoli.
«Visto che avete rubato quelle riviste cercate di capire il mio metodo innovativo».
Che problema c’è a leggere una rivista giuridica? Perché deve essere segreta?
«È riservata agli allievi del corso. Innanzitutto perché hanno pagato, e poi perché è un metodo che li avvantaggia nel superare l’esame».

Foto copertina: ANSA / CLAUDIO PERI

Share this article