Le intercettazioni dei jihadisti arrestati a Venezia: «Non vedo l’ora di giurare, sono pronto a uccidere»

di Redazione | 31/03/2017

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«Se domani faccio il giuramento e mi danno l’ordine, sono obbligato a ucciderli tutti». È una delle frasi choc dei presunti terroristi kosovari arrestati ieri in pieno centro a Venezia. Dalle intercettazioni dei jihadisti finiti in manette emergono proclami di adesione allo Stato Islamico e la disponibilità anche ad immolarsi e compiere attentati. «Hanno fatto bene!», esclamava uno dei membri della cellula commentando l’attacco di Londra a Westminster. E ancora: «Occhio per occhio, dente per dente. Noi uccideremo per vendicarci dei fratelli in Siria».

 

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INTERCETTAZIONI JIHADISTI VENEZIA: «OBBLIGATO AD UCCIDERE»

I jihadisti si dicevano pronti a sferrare anche i loro attacchi. «Bisogna distruggere tutte le chiese e trasformarle in moschee», sostenevano. E poi: «Bisogna tagliargli la testa», dicevano di un uomo non ancora identificato. I presunti terroristi erano ossessionati da un filmato in lingua francese che spiega come uccidere con una sola coltellata. È emerso che lo visionavano decine di volte, per autoaddestrarsi: «Il coltello – spiefa il narratore – non dev’essere di quelli stati quotidianamente, non dev’essere troppo piccolo, deve essere affilato. Bisogna vedere i punti essenziali dove colpire il corpo, l’arteria del collo e l’arteria femorale». Poi c’erano le promesse solenne. Scrive Fabio Tonacci su Repubblica:

«Dobbiamo morire, noi.. perché non possiamo prendere questa terra, se domani abbiamo questa possibilità perché non sfruttarla». Accennano a solenni promesse, come fa chi si sente già martire. «Se domani faccio il giuramento e mi danno l’ordine, sono obbligato ad ucciderli tutti». E l’adesione ideologica allo Stato Islamico emerge, con certezza, leggendo i post che Bekaj Fisnik ha lasciato a gennaio in Rete: un’immagine dei miliziani islamisti e il commento «lo Stato Islamico si fa con gli uomini e non coi cetrioli»; la foto della carta igienica associata al volto di Vladimir Putin e la scritta «Che Allah lo distrugga. Infine, quella che assomiglia a un’ultima chiamata ad agire: «Non si deve rinunciare per il timore delle ripercussioni».

(Foto da archivio Ansa)