«Promessi incarichi alla Sapienza», cinque docenti di diritto a processo

Il quadro disegnato dal pm Giorgio Orano è piuttosto chiaro. Cinque docenti di Giurisprudenza sono stati spediti a processo con l’accusa di corruzione. Ma stavolta i soldi non c’entrano. Il Gip Fabio Mostarda dovrà valutare la tenuta dell’ipotesi investigativa secondo cui i cinque «baroni» si sarebbero promessi reciproci scambi di favori per aiutare gli allievi preferiti a ottenere incarichi all’interno dell’ateneo.

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INCARICHI SAPIENZA, ECCO I FATTI

Nel mirino, in particolar modo, c’è la cattedra di prima fascia di diritto all’Europea di Roma, università
privata con base in via Aldobrandeschi. La vicenda risale al 2010 e coinvolgerebbe un docente di diritto amministrativo all’Europea e di diritto costituzionale a Bari; la titolare della cattedra di diritto costituzionale a Siena; un professore di diritto costituzionale a Bologna, e due accademici della facoltà di Scienze politiche dell’università La Sapienza a Roma. 

La ricostruzione del pm è piuttosto lineare: i due professori dell’università La Sapienza avrebbero chiesto alla docente di diritto costituzionale di Siena, che faceva parte della commissione per l’assegnazione della cattedra all’Europea di Roma, di favorire un candidato in cambio di «una cattedra o incarichi professionali alla Sapienza».

INCARICHI SAPIENZA, IL PROCESSO A RISCHIO PRESCRIZIONE

Le accuse, partite da alcune intercettazioni telefoniche, sono negate con forza dai docenti stessi, che puntano a chiarire il caso nell’aula del tribunale. Tuttavia, visto il lungo corso del processo, si rischia concretamente che questo possa finire in prescrizione.

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