Le Iene e la truffa dei concessionari che riducono il chilometraggio delle auto

di Redazione | 04/12/2014

Durante il servizio de “Le Iene” andato in onda ieri sera su Italia 1, Matteo Viviani ha indagato sul mondo delle macchine usate: solo nel 2013 in Italia ne sono state vendute 2 milioni e mezzo. Vi sono delle società che affittano auto a lungo termine e una volta finito il periodo di affitto, mettono in vendita questi mezzi. Secondo Alfredo Bellucci, rivenditore di auto usate, quelle macchine non hanno meno di 100 mila chilometri e vengono messe in vendita su dei siti dedicati dove, tramite delle aste, i commercianti possono comprarle per poi rivenderle.

Foto: screenshot via mediaset.it
Foto: screenshot via mediaset.it

LE AUTO – Bellucci accede a uno di questi siti di aste e si mette alla ricerca di quelle che secondo lui sono le trattative più strane: se il prezzo è fuori mercato probabilmente c’è qualcosa che non quadra, soprattutto se il prezzo di vendita è inferiore a quello a cui il concessionario ha comprato il mezzo. Secondo Bellucci vi sono elettrauto e professionisti del campo che entrano nelle memorie dei veicoli per rinfrescare il chilometraggio. Viviani quindi va da un meccanico a recuperare dei contachilometri e inizia a girare per officine ed elettrauto per vedere se qualcuno riesce a diminuire il chilometraggio. Dopo un paio di tentativi trova dei “professionisti” che diminuiscono i chilometri percosi, anche della metà, e addirittura grazie ad una semplice applicazione per cellulari.

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I CONCESSIONARI – Bellucci dopo qualche giorno manda a Viviani una lista in cui vi sono centinaia di macchine sospette. Viviani ne sceglie una decina e tramite il sito della motorizzazione civile, risale ai concessionari e ai privati che le hanno comprate, per verificare poi il chilometraggio. L’inviato delle Iene fa vedere agli acquirenti come sulla carta le auto che hanno acquistato avessero un chilometraggio molto maggiore. Viviani fa poi visita ai rivenditori poco onesti: messo davanti all’evidenza dei numeri reali del contachilometri, c’è chi scappa e chi delina le proprie responsabilità, alcuni si innervosiscono, ma alla fine, smascherato dopo una telefonata a un collega, un addetto alle vendite ammette di aver truccato il contachilometri: «Non è questione di prendere per il culo, mettiti nei miei panni: è per sopravvivere». E invece è proprio una questione di «prendere per il culo», o meglio, truffare le persone.