Grexit: pro e contro

di Redazione | 23/06/2015

Grexit

Grexit

, l’ipotesi di un addio della Grecia all’euro divide Europa ed economisti. La stessa nazione leader dell’UE, la Germania, ha opinioni contrastanti tra i suoi maggiori leader. Angela Merkel vuole evitare a ogni costo l’ipotesi Grexit, mentre per il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble mantenere la Grecia nell’unione monetaria creerebbe più problemi di un suo eventuale addio. Ecco una lista dei pro e contro sul rischio Grexit compilata dal quotidiano tedesco Die Welt che riassume le posizioni in campo.

    • Grexit, la competitività dell’economia
      Pro Grexit: Una nuova moneta potrebbe essere l’unica chance per il ritorno alla competitività dell’economia greca. L’export delle imprese elleniche beneficerebbe dalla svalutazione rispetto all’euro, e la Grecia diventerebbe una sorta di paradiso per il turismo low-cost all’interno dell’Europa. Con la riacquisizione della competitività la Grecia potrebbe tornare su un percorso di crescita, al momento precluso.
      Contro Grexit: In caso di Grexit i greci si impoverirebbero all’improvviso. La nuova moneta avrebbe un valore inferiore di circa il 30% rispetto all’euro, con conseguente massiccia perdita dei risparmi ellenici. L’addio all’euro renderebbero molto più cari beni di importazione fondamentali come l’energia, i medicinali e quelli alimentari. La Grecia tornerebbe indietro di diversi decenni, come rimarcato più volte anche da Yanis Varoufakis. Potrebbero succedere sommovimenti sociali molto violenti, e l’Europa non potrebbe permettere una simile deriva.
    • Grexit, il valore delle regolePro Grexit. L’Europa deve dimostrare che le norme comunitarie abbiano un valore superiore a ciò che è scritto su carta. Le regole europee devono essere mantenute, e la Grecia non può diventare un’eccezione, ricevendo aiuti senza una controprestazione. Una simile ipotesi farebbe decadere il rispetto delle norme UE anche da parte degli altri Stati membri, favorendo la ribellione anti austerità che si registra in Spagna con Podemos. Senza la condivisione delle regole l’eurozona si distruggerebbe da sola in pochi mesi.
    • Contro Grexit. Le regole sono importanti, ma l’Europa non può essere solo un insieme di norme. L’UE deve essere solidale con i più deboli. Un’espulsione della Grecia indebolirebbe il peso politico dell’Europa nel mondo, che apparirebbe incapace di agire e risolvere i suoi problemi più gravi alle superpotenze mondiali USA e Cina. Washington e Pechino si chiederebbero giustamente perché l’Europa mette il primo tassello della sua distruzione per un paio di miliardi di euro di consolidamento fiscale.

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  • Grexit, il pericolo del contagio
    Pro Grexit. Il primo programma di salvataggio della Grecia nella primavera del 2010 è stato adottato per evitare un crash dei mercati finanziari, mentre nel 2012 il secondo è stato predisposto per contenere il contagio della crisi del debito sovrano. Questi pericoli però non esistono più. Sui mercati dei capitali il Grexit non produrrebbe alcun caos. L’acquisto dei bond sovrani da parte della Bce, il programma Omt , l’istituzione del fondo salva euro Esm e l’unione bancaria hanno reso molto più salda l’architettura dell’unione monetaria. L’andamento dei tassi di interesse registrato in questi mesi conferma come il rischio Grexit sia contenuto.
    Contro Grexit. Il rischio Grexit è incalcolabile. Nessuno sa cosa succederebbe se si rompesse l’unione monetaria. L’euro non è stato progettato per rompersi, come mostra anche l’assenza di ogni riferimento a quest’ipotesi nei Trattati, ma per unificare il Vecchio Continente a livello economico. Un contagio finanziario potrebbe essere limitato nei primi tempi, ma prima o poi sui mercati dei capitali tornerebbe la domanda su chi sarà il prossimo Paese a lasciare l’eurozona dopo la Grecia.
  • Grexit, aiuti finanziari
    Pro Grexit. Gli aiuti finanziari, modellati sui programmi del Fondo monetario internazionale, sono stati adottati come supporto per le riforme. La Grecia finora non ha dimostrato la volontà di rendere più competitivo il proprio sistema economico e istituzionale, a differenza di altri Paesi che si sono ripresi dopo aver beneficiato dei prestiti internazionali, come Irlanda o Portogallo. Fornire supporto finanziario senza alcuna riforma significherebbe trasformare l’UE in un’Unione dei trasferimenti, dove gli Stati più ricchi finanziano i più poveri.
    Contro Grexit. Fino alle elezioni del 2015 vinte da Syriza la Grecia aveva dimostrato di aver intrapreso un percorso di ritorno alla crescita sostenibile. La via seguita, aiuti finanziari in cambio di riforme, era giusto. La Grecia deve avere la chance di tornare a questo percorso. Un simile tentativo sarebbe meno costoso dell’ipotesi Grexit, anche perché l’UE dovrebbe poi elargire aiuti umanitari a un Paese a rischio catastrofe umanitaria.
  • Grexit, il fattore geostrategico
    Pro Grexit. Il salvataggio della Grecia sarebbe un pozzo senza fondo. Sarebbe più onesto concedere aiuti ad Atene attraverso i fondi strutturali dell’UE. La Grecia così riceverebbe una forma di aiuto allo sviluppo che le garantirebbe un posto all’interno dell’Unione Europea. Il governo ellenico sa bene che il prezzo di simili aiuti da parte di Russia e Cina sarebbe molto più alto rispetto a quanto richiesto da Bruxelles.
    Contro Grexit. L’Europa non può permettersi la nascita di un “failed state”, uno Stato fallito, ai suoi confini. Alla luce dell’aggressività della Russia di Putin e delle infiltrazioni del terrorismo islamico guidato dall’ISIS lasciare scoperto il confine sudorientale potrebbe avere conseguenze devastanti. I rischi geostrategici provocati dalla rottura dell’euro sarebbero troppo alti.

Photocredit: Milos Bicanski/Getty Images)