Grexit, cosa ne pensano 10 economisti

di Redazione | 17/06/2015

Grexit

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, cosa succederà se Atene uscirà dall’euro? Quest’ipotesi sta diventando sempre più concreta alla luce dell’inconciliabilità tra le posizioni del governo Tsipras e le richieste dei Paesi e delle istituzioni creditrici. Il rischio Grexit è temuto non solo per i suoi effetti sull’economia ellenica, ma soprattutto per l’eventuale contagio sui mercati finanziari. Se un Paese uscisse dall’euro, potrebbero sorgere tensioni e speculazioni su chi sarebbe il prossimo? Ecco le opinioni di dieci prestigiosi economisti sull’ipotesi Grexit raccolte dal quotidiano tedesco Handelsblatt.

    • Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia 2001.
      Un po’ più di senso della realtà da parte dei creditori potrebbe essere la base di un accordo che non è buono solo per la Grecia, ma per tutta l’Europa.
    • Paul Krugman, premio Nobel per l’Economia 2008.
      Il vero pericolo Grexit per l’euro sarebbe non tanto l’eventuale collasso della Grecia, ma un possibile successo provocato dall’addio alla moneta unica. I creditori dovrebbero riflettere se davvero vogliono percorrere questa strada.
    • Larry Summers, ex segretario del Tesoro degli Stati Uniti.
      Un fallimento della Grecia e gli effetti dell’ipotesi Grexit sull’Europa rappresentano un esperimento che nessuno dovrebbe voler tentare.
    • Beatrice Weder di Mauro, capo economista di UBS.
      Il Grexit sarebbe un clamoroso autogol per la Grecia. Se ci fosse il precedente di una rottura dell’euro, sarebbe difficile valutare quali sarebbero le speculazioni su altri addii all’unione monetaria.
    • Marcel Fratscher, presidente dell’istituto tedesco di Economia DIW.
      Grexit è la peggiore delle ipotesi immaginabili, sia per la Grecia che per l’Europa.

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  • Clemens Fuest, futuro presidente dell’ iFO, istituto di ricerca sull’Economia
    Il governo Tsipras non si atterrà a nuovi condizioni stipulate. La Germania dovrebbe essere pronta a trattare sulle condizioni e i vecchi crediti, ma non erogarne nuovi in alcun modo.
  • Dennis Snower, presidente dell’istituto per l’Economia mondiale di Kiel.
    Invece del Grexit i creditori dovrebbero “comprare” il volontario addio della Grecia all’euro. Un simile passo sarebbe un nuovo inizio per tutta l’unione monetaria.
  • Joachim Starbatty, economista ed europarlamentare dei no euro di Alternativa per la Germania.
    In caso di Grexit ci dovranno essere taglio del debito e altri aiuti economici per la Grecia. Per questo avrà effetti positivi sull’economia ellenica e sul resto dell’eurozona.
  • Costas Lapavitsas, docente della University of London e consulente di Syriza.
    Syriza è stata eletta per seguire un programma diverso dall’austerità. L’eurozona però vuole perseguire la stessa via del rigore adottata in precedenza. Ora Syriza deve scegliere quale opzione scegliere, e pensare a un piano B.
  • Hans-Werner Sinn, il più noto degli economisti tedeschi euroscettici.
    L’esperimento Grecia è sostanzialmente fallito, e ostacolerà l’integrazione europea.

Photocredit: Milos Bicanski/Getty Images

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