Grecia, cosa ha detto Mario Monti al Corriere della Sera

di Redazione | 02/07/2015

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Alexis Tsipras e Yanis Varoufakis «in pochi mesi con i loro comportamenti egocentrici hanno dilapidato il patrimonio di simpatia conquistato con la vittoria elettorale». Ma Angela Merkel «vince solo se tiene la Grecia dentro l’euro e favorisce l’accordo finale», perché in caso contrario in Europa potrebbe esserci una «rivolta degli spiriti». È questo uno dei giudizi espressi sulla crisi greca dall’ex premier italiano Mario Monti. Il senatore a vita è stato intervistato da Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera:

Se lei dovesse scommettere, punterebbe sull’uscita della Grecia dall’euro, o contro?
«Il tentativo è offrire a Tsipras qualcosa di più, in modo da indurlo a passare dal no al sì al referendum. È possibile un accordo su basi diverse dal passato: meno privatizzazioni, meno disagio sociale, una lotta più forte all’evasione e alla corruzione. Tutti i sondaggi indicano che il sì è in rimonta. E che la grande maggioranza dei greci, tra il 70 e l’80%, non vuole il ritorno alla dracma. Io, oltre a un grande amore, ho una grande fiducia nel popolo greco».
Ma la Grecia non ha gravi responsabilità?
«Certo. Se la situazione è così complessa, la responsabilità è di Atene molto più che di Bruxelles: dei governi degli ultimi decenni, e anche di Tsipras e Varoufakis, che in pochi mesi con i loro comportamenti egocentrici hanno dilapidato il patrimonio di simpatia conquistato con la vittoria elettorale».

 

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In ogni caso, secondo Monti, anche i più grandi paesi europei devono agire con cautela perché «serve un Kohl, capace di perdere le elezioni pur di salvare il disegno dell’euro, che i tedeschi non volevano». Si legge ancora sul Corriere:

Ora c’è la Merkel. Sta vincendo la partita? O la sta perdendo?
«La Merkel vince solo se tiene la Grecia dentro l’euro e favorisce l’accordo finale. Se invece si avesse la sensazione che la Merkel e Schäuble non hanno voluto l’accordo, in Europa ci sarebbe una rivolta degli spiriti, un tumulto delle anime: uno scenario drammatico, per l’Europa e per la Germania».
Appunto: se dall’euro la Grecia dovesse uscire, cosa accadrebbe?
«Come ha detto Draghi, sarebbe un’esperienza del tutto nuova per tutti. È difficile prevedere le reazioni dei mercati, se venisse meno la certezza dell’irreversibilità della moneta unica. Qualcuno potrebbe avere la tentazione di scommettere contro altri Paesi».
Contro l’Italia?
«No. Di questo sono certo: non sarebbe l’Italia l’anello debole della catena».
Quale allora?
«Spagna e Portogallo sono messe peggio di noi, che pure abbiamo un rapporto debito pubblico-Pil più alto. Ma pensiamo piuttosto a evitare questo scenario».

(Foto: EPA/OLIVIER HOSLET)