Giulio Regeni, retroscena: il ricercatore ucciso da 007 egiziani fuori controllo

di Redazione | 08/02/2016

Giulio Regeni

Giulio Regeni è stato probabilmente ucciso da qualcuno che aveva molta fretta di sbarazzarsi del suo corpo, perché «il sangue era ancora fresco quando il cadavere è stato trovato nel fossato che collega il Cairo ad Alessandria, dove ci sono frenate brusche». È il retroscena pubblicato stamane dal Mattino di Napoli sulla morte del 28enne studente friulano, che si trovava in Egitto da settembre per preparare una tesi sull’economia del paese, di cui si erano perse le tracce lunedì 25 gennaio ed è ritrovato senza vita mercoledì 3 febbraio. Scrive Valentino Di Giacomo:

«Il sangue era ancora fresco quando il cadavere di Giulio Regeni è stato ritrovato nel fossato della strada che collega il Cairo ad Alessandria dove ci sono tracce di frenate brusche». Lo affermano a Il Mattino fonti investigative, un elemento di più che porterebbe a pensare che chi ha ucciso il giovane ricercatore italiano aveva molta fretta di sbarazzarsi del suo corpo e, forse, anche quello di agevolare il suo ritrovamento. Anche di questo si occuperà il pool di investigatori scelti tra i Ros dei carabinieri, Scip e il Servizio di cooperazione internazionale di polizia diretto dal napoletano Gennaro Capoluongo.
Le indagini del team presente sul posto saranno però condotte su binari differenti da quelle avviate dalle autorità egiziane: dopo le tante contraddizioni manifestate in questi giorni, al momento, non è considerato credibile un reale impegno da parte del Cairo per giungere realmente all’individuazione delle cause della morte di Giulio e dei suoi assassini.

GIULIO REGENI, LA VERSIONE DEGLI INVESTIGATORI ITALIANI –

È uno degli elementi che si aggiunge al puzzle di informazioni che in questi giorni gli investigatori cercano di mettere insieme per ricostruire la verità dei fatti. Per la nostra democrazia la convinzione di fondo resta quella delle prime ore: l’uccisione di Giulio Regeni sarebbe avvenuta in un carcere egiziano dopo torture e percosse per il suo interesse verso il mondo sindacale. Il giovane sarebbe stato sorvegliato e perfino filmato dai servizi di sicurezza egiziani.

 

Giulio Regeni e la bufala dell’agente segreto

 

GIULIO REGENI, LA VERSIONE DELLA SICUREZZA EGIZIANA –

Tutt’altra versione è invece quella fornita dalla sicurezza egiziana, secondo le quali (lo ha scritto ieri il quotidiano filo governativo Al Ahram) Giulio Regeni la sera della scomparsa avrebbe partecipato ad una festa di compleanno in compagnia di alcuni amici. Le tracce si sarebbero perse solo dopo il party. Ma l’allarme della scomparsa, dimenticano gli egiziani, fu lanciato proprio dalle persone che aspettavano il ricercatore italiano per partecipare alla festa.

(Foto archivio Sindaci ragazzi Fiumicello)