I giubbotti antiproiettile della Polizia di Stato che non reggono a pallottole e lame

di Redazione | 23/05/2017

giubbotti antiproiettile

I giubbotti antiproiettile in dotazione per la Polizia non superano il test. Il ministero dell’Interno, nel novembre del 2016, aveva bandito una gara per l’acquisto di 1.300 capi antilama sottocamicia, con l’opzione di altri 850, per un totale di spesa di 795.500 euro iva esclusa (quindi dal costo unitario di 610 euro l’uno), da fornire agli agenti. Eppure, secondo quanto denunciato anche dai sindacati, ci sono diversi problemi. Ne parla oggi il Giornale in un pezzo a firma di Chiara Giannini.

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GIUBBOTTI ANTIPROIETTILE NON SUPERANO IL TEST: GARA DA RIFARE

Ad aggiudicarsi la gara è stata una ditta italiana, in collaborazione con una seconda società estera.

Peccato che dopo l’aggiudicazione, arrivati alle prove tecniche antilama e antiproiettile presso il balipedio del Banco nazionale di prova, i sottocamicia non abbiano superato tre su tre di test previsti. Questo perché, a volte, nella produzione post gara le ditte utilizzano materiali più scadenti. Risultato: l’amministrazione dovrà indire un nuovo bando, con evidente spreco di denaro pubblico, per rimettere l’offerta sul mercato. I sottocamicia, infatti, non avrebbero retto a eventuali colpi o tentativi di accoltellamento e per gli agenti si sarebbe incorsi in rischi non di poco conto, mettendo a repentaglio la loro stessa vita, visti anche i numerosi episodi di cronaca che non lasciano spazio all’immaginazione.

Tutta colpa del subappalto che spesso, in realtà ministeriali, si rivolge a ditte estere. Ditte che producono materiale balistico, usando però materiali scadenti. Come spiega il Giornale il problema era già stato sollevato lo scorso anno dal sindacato Coisp che aveva denunciato «gravissime anomalie tecnico logistiche, giubbotti antiproiettile che si bucano in sede di collaudo e kit antisommossa che devono essere aggiustati con un cacciavite».

(in copertina foto ANSA/ GUIDO MONTANI)