Giorgio Palmieri: l’autore della strage di Caselle ha confessato

di Redazione | 08/01/2014

Le indagini sul triplice omicidio della famiglia Allione avvenuto nei giorni scorsi in una villa Caselle Torinese sono arrivate a una svolta. Nella notte è stato fermato dai carabinieri come possibile responsabile della strage Giorgio Palmieri,  il convivente della ex domestica della coppia uccisa.

GIORGIO PALMIERI: IL PREGIUDICATO FERMATO PER LA STRAGE DI CASELLE – Si tratta di Giorgio Palmieri, pregiudicato di 56 anni di Torino. A quanto si apprende l’uomo avrebbe anche confessato la strage. Precisamente della confessione hanno in un primo momento parlato agenzie di stampa e SkyTg24, poi è arrivata la conferma anche da parte del ministro dell’Interno Angelino Alfano, intervistato in diretta dalla Telefonata di Canale 5. Il fermo di Palmieri scagiona del tutto Maurizio Allione, il figlio della coppia massacrata in casa, comunque mai indagato per la strage. Dietro il massacro compiuto dal convivente della ex domestica della famiglia Allione, Dorotea De Pippo, ci sarebbero motivi economici.

«HA CONFESSATO» – «Voglio dare una buona notizia – ha detto il ministro Alfano in diretta su Canale 5 -: ho appena parlato con il comandante generale dei carabinieri che mi ha confermato il fermo del compagno dell’ex domestica che ha confessato. Ringrazio magistratura e forze dell’ordine per il lavoro svolto ed è bene ribadire che sappiamo centrare i risultati. Il fermato avrebbe confessato e questo dovrebbe chiudere il caso».

LA CONFESSIONE – L’omicida avrebbe raccontato agli inquirenti di essersi presentato davanti alla villetta la mattina del 3 gennaio scorso. Il massacro sarebbe scaturito da una discussione legata all’allontanamento della sua compagna dalla casa, avvenuto alcuni mesi prima. Palmieri voleva convincere la famiglia a riassumere la domestica, allontanata perchè sospettata del furto di una collanina. Dorotea De Pippo aveva lavorato in casa degli Allione per 5 anni. L’arma del delitto è probabilmente un punteruolo (o comunque un oggetto affilato) afferrato dall’uomo all’interno della casa degli Allione. «Non avevo armi con me», avrebbe detto agli inquirenti Palmieri. E ancora: «Ho agito da solo». Dopo la strage Palmieri, con piccoli precedenti penali, si sarebbe poi rifugiato a casa di un amico, a Torino, abitazione dalla quale è stato prelevato nella tarda notte dai carabinieri. Sulle mani dell’assassino al momento del fermo evidenti ferite da arma da taglio. All’individuazione dell’autore del massacro sono stati determinanti i tabulati telefonici dei giorni scorsi.

LA TESTIMONIANZA – A raccontare i particolari dell’allontanamento dalla famiglia Allione della domestica Dorotea allontanata dopo cinque anni di lavoro per un episodio riguardante la scomparsa di una collanina, e dei rapporti della donna con i genitori e la nonna massacrati, è stato proprio Maurizio Allione, nel corso dei suoi colloqui con gli investigatori. Il giovane, riportano le agenzie di stampa, non ha mai lanciato accuse, ma si è limitato a riferire i fatti. La donna, tra l’altro intervistata ieri dalla Stampa, aveva riferito che i rapporti tra Maurizio e i genitori erano buoni. «Maurizio è un ragazzo assolutamente normale – ha detto Dorotea De Pippo al quotidiano torinese -. In questi giorni ho letto sui giornali e ho sentito in televisione tante cose che non sono vere. Che Maurizio non andava d’accordo con i genitori. Non è così. Io ho sempre visto gli Allione come una famiglia assolutamente normale e con il figlio i genitori potevano avere le discussioni che rientrano nella vita quotidiana. Niente di drammatico».

TRE VITTIME – Nella villetta di Caselle, a pochi chilometri da Torino, hanno perso la vita, massacrati a coltellate, il 3 gennaio tre persone: insieme ai coniugi Maria Angela Greggio e Claudio Allione, di 65 e 66 anni, anche la madre di lei, Emilia Campo Dall’Orto, 93 anni. Le indagini si sono sviluppate anche attraverso un lungo interrogatorio di Maurizio, il figlio 29enne della coppia che al momento della strage si trovava in vacanza con la fidanzata.

MAURIZIO RINGRAZIA: «OTTIMO LAVORO DEI CARABINIERI» – La notizia del fermo di Palmieri fa tirare un piccolo sospiro di sollievo al giovane Maurizio, che i vicini di casa e i conoscenti parlando con la stampa negli ultimi giorni hanno comunque descritto affranto da quanto accadutogli. «I carabinieri e i magistrati hanno fatto un ottimo lavoro, non ho mai dubitato in loro», ha commentato il figlio e nipote delle tre vittime della strage di Caselle. «Sono sempre stato convinto – ha aggiunto attraverso il suo avvocato, Stefano Castrale – che credessero nella mia innocenza».

I MISTERI DEI PRIMI GIORNI – Numerosi misteri e interrogativi hanno circondato le indagini dei primi giorni. Sul luogo del delitto innanzitutto non sono state ritrovate tracce di sangue. La mancanza di tracce di sangue, in particolare, ha perfino tratto in inganno i primi soccorritori, che inizialmente hanno pensato ad una morte avvenuta per esalazioni di monossido di carbonio da una stufa. Ad un esame più approfondito in un secondo momento sono poi spuntate le ferite da arma da taglio inferte dall’assassino sui corpi di tutte le tre vittime. I due cani, di razza pastore tedesco, di proprietà di Mariangela e Claudio, inoltre, all’arrivo di soccorritori e investigatori sul posto del delitto erano stati trovati chiusi in uno scantinato. Risultava strano che i due animali non avessero abbiato per avvertire del pericolo. Infine, non si trovava nelle prime ore di indagini nessun movente e nessun possibile responsabile della strage. La casa, all’interno, è stata trovata in perfetto ordine. Perfino il portafogli di Claudio era al suo posto.

I SOSPETTI INIZIALI SUL FIGLIO – Per alcuni giorni il giovane Maurizio è stato in libertà con il marchio del sospetto. Gli inquirenti erano perplessi, in particolare, per un vuoto di settanta minuti al massimo nella ricostruzione dei suioi spostamenti. Maurizio, residente a Torino con la fidanzata Milena, ha trascorso lo scorso fine settimana in Valle d’Aosta, di aver trascorso una serata con amici venerdì scorso per poi partire per il week end il sabato mattina. Il rientro dalla Valle d’Aosta è stato anticipato a domenica proprio per l’impossibilità di Maurizio mettersi in contatto con i genitori. A scoprire il massacro a Caselle è stato un suo amico d’infanzia, Andrea Pagano, avvertito dal giovane allarmato per i silenzi della sua famiglia.

(credits immagine di copertina:  ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)