La risposta di Gay.it sulla lista dei senatori contro la stepchild adoption che ha scatenato un pandemonio

di Stefania Carboni | 15/01/2016

Gay.it ha pubblicato l’elenco dei senatori intenzionati a votare contro la stepchild adoption e presumibilmente anche un eventuale no al ddl Cirinnà. Oggi Repubblica pubblica la polemica sul sito, dando voce ai parlamentari indicati che accusano Gay.it di squadrismo.

Una rivolta condivisa dai senatori finiti nella lista e da un bel pezzo di mondo politico che mette nel mirino l’ideatore di Gay.it Alessio Di Giorgio. Un imprenditore genovese già iscritto al Pd, renziano della prima ora, uscito dal partito per andare con Mario Monti. Senza però arrivare alla candidatura alle ultime politiche.
Ora la cosa più lieve che gli cade addosso è l’accusa di squadrismo e di fascismo mediatico. «E’ una sorta di lista di proscrizione, per altro anche sbagliata, per additare al pubblico ludibrio», dice il senatore Andrea Marcucci appena la lista appare in rete. «E’ un’iniziativa grave, illiberale», attacca il senatore dem.

Il problema è che alcuni parlamentari affermano di non rientrare nella lista. Come Giorgio Tonini, che si trovava in ospedale

gay.it lista

E ha sempre aggiunto via twitter:

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GAY.IT “LISTA PROSCRIZIONE? NOI VERA INFORMAZIONE”

– Daniele Iannaccone, amministratore di Com.Ma, editore di Gay.it, e il direttore del sito, Alessio De Giorgi replicano al quotidiano.

Ecco qui una parte della lunga risposta:

In veste di editore di Gay.it, trovo doveroso intervenire per tutelare la professionalità,la rispettabilità e il valore della testata e quindi della nostra società di fronte alle accuse mosse da alcuni Senatori PD e rilanciate da alcuni mezzi di informazione, quella cioè di aver compilato “liste di proscrizione” dal sapore “squadrista” in riferimento all’articolo sui senatori PD contrari alla “stepchild adoption”.
Questa definizione danneggia il nostro lavoro ed è totalmente immeritata oltre che fuori luogo e, lasciatemelo dire, di pessimo gusto.
In primis perché quei regimi gli omosessuali li perseguitavano e li deportavano sul serio, non certo invitando a mandare una mail o un messaggio su facebook, magari fastidiosi ma innocui, agli indirizzi telematici pubblici di alcuni politici. Ci vuole misura e decenza, anche nel vittimismo: sono morti milioni di omosessuali per lo squadrismo, non milioni di senatori, e ancora oggi, anno 2016, ci sono centinaia di episodi violenti di omofobia nelle nostre città di cui diamo conto con cadenza quotidiana.
Nell’articolo in questione non solo non troverete (e ci mancherebbe) nessuna istigazione alla violenza ma nemmeno alcun cedimento al vittimismo o accuse “facili” come quella di omofobia verso i cosiddetti “malpancisti”, troverete solo una notizia riportata con equilibrio su una indiscrezione – piuttosto fondata per altro.
Secondo perché il giornalismo, e mi pare paradossale che debba essere una testata piccola anche se rappresentativa come la nostra a ricordarlo, consiste nell’informare specialmente su ciò che gli esponenti politici non dicono.

In calce anche la precisazione su alcuni errori…nella lista

E soprattutto Gay.it per ogni smentita che ha ricevuto ha immediatamente pubblicato un articolo di rettifica dedicato a ciascun Senatore con tanto di foto sia sul sito che sui profili social: trovate un mezzo d’Informazione (con la I maiuscola) che faccia altrettanto.
O forse dà proprio fastidio che un sito di “notizie omosessuali” come siamo stati definiti ieri dal Corriere si permetta di fare Informazione?

(in copertina la lista aggiornata da Gay.it)