Fertility Day 2016, la cartolina choc con il figlio unico che si deve vergognare. Bufera sui social network

di Redazione | 01/09/2016

FERTILITY DAY CARTOLINA FIGLIO UNICO

FERTILITY DAY CARTOLINA FIGLIO UNICO

Non bastasse la cartolina della cicogna, con l’ “invito” a darsi una mossa. O quella, contestatissima, che mostra una donna che tiene in mano una clessidra. O, ancora, la cartolina in cui si azzarda come la fertilità sia un bene comune. Tra i messaggi offensivi lanciati dalla campagna flop del Fertility Day, ideato dal Ministero della Salute di Beatrice Lorenzin, si trova anche di peggio.

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È il caso della cartolina, forse la peggiore per violenza psicologica, che mostra un bambino e un’ombra, minacciosa e pressante, alle sue spalle. Con tanto di slogan: “Il rinvio alla maternità porta al figlio unico. Se arriva“. Altro messaggio subito preso di mira in rete e sui social network:  «Come ghettizzare il figlio unico e alimentare il senso di colpa della coppia. Immagine terribile», si legge. Altri accusano: “Cosa ne sanno loro del figlio unico…“. E c’è chi si rifugia in un amaro sarcasmo:  «Shadow, lo spietato fratello immaginario del figlio unico. Il villain più terrificante mai inventato». .  

FERTILITY DAY

 

Sembrava – o si sperava – fosse soltanto un fake, non un’altra cartolina da censurare. Invece, è tutto vero. E anche se il sito non è più accessibile,  sui sociali network non pochi denunciano la cartolina con il figlio unico e l’ombra alle sue spalle. 

Alcune cartoline choc della campagna sul Fertility Day (credit: Twitter)

CARTOLINE FERTILITY DAY: SITO NON ACCESSIBILE, MA SUI SOCIAL DENUNCIATE LE CARTOLINE SCANDALO

Eppure Beatrice Lorenzin minimizza, intervistata dalla Stampa: «Mi scusi, ma c’è scritto da qualche parte ‘Devi fare un bambino’ o ‘devi partorire’? Distinguiamo l’aspetto sociologico da quello sanitario. Noi vogliamo informare le persone, a tutto campo, anche sulle malattie sessualmente trasmissibili: con la campagna e con il lavoro nelle scuole, nelle farmacie, nelle Università, dai medici». E ancora, interpellata dall’Ansa:  «La campagna del Ministero della Salute per il Fertility Day resta nella sua impostazione ma stiamo rivedendo le due cartoline che hanno fatto più scalpore, quella della clessidra e quella che dice ‘datti una mossa”. Abbiamo 22 giorni per migliorare la qualità della campagna». Come se le altre, compresa quella del figlio unico, fossero migliori. E non l’ennesimo simbolo di una campagna discriminatoria e violenta.