Femminicidio a Firenze, la madre dell’omicida-suicida: «Era un bravo ragazzo»

di Redazione | 18/05/2016

Femminicidio Firenze

«Mattia era un bravo ragazzo, una persona per bene. Il gesto che ha compiuto non ha giustificazioni. Sono due giorni che piango, non so cosa dire, davvero». A parlare, ancora sotto choc, è la madre di Mattia Di Teodoro, 33 anni, impiegato nella tipografia di famiglia: domenica notte ha dato appuntamento alla sua ex moglie, Michela Noli, hostess di terra due anni più giovane, l’ha fatta salire in macchina e condotta in una zona isolata lungo l’Arno, alla periferia di Firenze, e poi uccisa con 20 coltellate. Con lo stesso coltello, si è poi tolto la vita. Non aveva mandato giù la separazione e la storia di Michela con un nuovo compagno: dopo settimane di messaggi e telefonate – «Se continua così lo denuncio per stalking» avrebbe riferito in quei giorni Michela – l’omicidio-suicidio, annunciato da una lettera e da un sms a un amico. Aveva giurato lei che era l’ultima volta che si sarebbero visti: tragicamente, è andata proprio così. L’ennesimo femminicidio.

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Così la madre di Mattia intervistata da Christian Campigli su La Nazione:

«È un dolore fortissimo, che ti lacera dall’interno e non ti abbandona mai. Nemmeno per un istante. Mattia era un ragazzo mite e riservato, a volte soffriva di stati depressivi, ma di sicuro non era un uomo violento. […] Probabilmente non era in grado di andare avanti, di rifarsi una vita. Parlava di continuo di lei, sempre al presente. Era convinto che, presto o tardi, l’avrebbe riconquistata».