Fabrizio Palenzona lascia la vicepresidenza di Unicredit

Fabrizio Palenzona ha lasciato la vicepresidenza di Unicredit. L’addio dell’ex presidente della provincia di Alessandria è stato annunciato dopo il successo dell’aumento di capitale della banca guidata da Jean Pierre Mustier, che è riuscita a raccogliere sui mercati i 13 miliardi previsti dal piano. La ricapitalizzazione di Unicredit ha modificato profondamente gli equilibri societari, con un diverso peso dai soci, uno dei motivi che spiega l’addio di Fabrizio Palenzona. Mustier aveva inserito nel piano industriale la semplificazione della governance societaria, con la riduzione delle tre vicepresidenza a una. Fabrizio Palenzona ha lasciato l’incarico che ricopriva dal lontano 1999, quando era arrivato ai vertici di una delle più grandi banche italiane grazie alla nomina nel Cda della fondazione della Cassa di risparmio di Torino, uno dei principali azioniste di Unicredit. Palenzona, prima sindaco di Tortona per la Dc e poi presidente della provincia di Alessandria per i Popolari e la Margherita, è così passato dalla politica, lasciata nel 2004, alla finanza, diventando uno dei più rilevanti banchieri italiani. L’ex presidente della fondazione CRT è stato per ben 18 anni vicepresidente della principale banca italiana, un ruolo che lo favorito nel ricoprire diversi incarichi prestigiosi in società come Gemina, Aeroporti di Roma e diverse fondazioni bancarie.

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Fabrizio Palenzona è stato uno dei più importanti dirigenti di Unicredit, sin dall’avvio del colosso bancario nato dalla fusione tra il Credito italiano e Unicredito, l’istituto che aveva aggregato diverse importanti Casse di risparmio del Nord Italia. Il vicepresidente ha accompagnato la lunga guida di Alessandro Profumo, così come è stato vice dei successori  Federico Ghizzoni e  Jean Pierre Mustier. Fabrizio Palenzona lascia ora la vicepresidenza, pur rimanendo nel Consiglio di amministrazione di Unicredit, e anche Luca Cordero di Montezemolo potrebbe abbandonare questo incarico secondo il Sole 24 Ore. L’abbandono di Palenzona dovrebbe portare al dimezzamento dei suoi emolumenti per il 2016 rispetto al 2015, quando aveva guadagnato poco più di 330 mila euro.

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