Gli Europei 2016 sono davvero a rischio sicurezza?

di Giordano Giusti | 23/03/2016

Europei 2016

Gli Europei 2016 che si terranno in Francia sono davvero a rischio sicurezza? La domanda si aggira per i corridoi Uefa da quel maledetto 13 novembre, giorno delle mattanze a Parigi e Saint-Denis che fecero 130 morti e scossero il mondo intero: l’eco della bomba esplosa all’esterno dello Stade de France durante Francia-Germania è ancora nelle orecchie di molti. Ora che c’è un’altra atroce data da segnare in calendario e che l’appuntamento con la quindicesima edizione dei campionati europei di calcio si avvicina inesorabilmente, il quesito si fa sempre più insistente. Dopo i tragici attentati di Bruxelles e la relativa semplicità con cui l’Isis ha di nuovo colpito una grande città del nostro continente, e tra le più militarizzate, ci si interroga sulle 51 partite in programma dal 10 giugno prossimo e sul pericolo reale che possano essere teatro di un attacco terroristico.

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Il primo campanello d’allarme è arrivato dal vicepresidente dell’Uefa Giancarlo Abete, che ha sì rassicurato sulle sorti del torneo  – «Gli Europei 2016 si giocheranno, altrimenti sarebbe una sconfitta per tutti, non solo per lo sport» – ma ha poi parlato di un “rischio tecnico” circa possibili match da far giocare a porte chiuse. Il livello di allerta è alto in tutta la Francia già da ora: Hollande ha disposto l’aumento di 1.600 unità delle forze di polizia sul territorio transalpino, l’Uefa ha assoldato 10mila agenti privati in più rispetto a quanto previsto inizialmente e sono stati rinforzati i circuiti di videosorveglianza nelle Fan Zone. Decisivi a questo punto saranno i risultati delle task force organizzate per le amichevoli internazionali che precedono l’Europeo: l’Italia di Conte ad esempio se la vedrà con Spagna (a Udine) e Germania (a Monaco di Baviera). «L’Uefa intende ribadire il proprio impegno a mettere la sicurezza al centro dei preparativi per gli Europei 2016: tutti gli attori coinvolti nell’organizzazione del torneo continueranno a lavorare insieme, monitorando periodicamente il livello di rischio» comunica il massimo organo del calcio europeo come riporta la Gazzetta. Insomma, al momento, come rettificato anche dallo stesso Abete, l’ipotesi porte chiuse non è al vaglio. Ma non si escludono misure risolutive su singoli match di cartello. Aspettiamoci in tutti i casi un Europeo blindato.

Photocredit copertina Shaun Botterill/Getty Images