Elezioni Roma 2016 | Massimo Bray sì, Massimo Bray no: tumulti a sinistra

di Tommaso Caldarelli | 08/03/2016

massimo bray

Dopo le primarie Pd Roma 2016 che hanno visto l’affermazione di Roberto Giachetti ci sarebbero “praterie a sinistra” per le Elezioni 2016 nella Capitale: il candidato «renziano» che rappresenterà il Partito Democratico promette di voler «ricucire» con l’ex coalizione che sostenne Ignazio Marino e quindi anche con Sinistra Italiana che attualmente schiera il candidato sindaco Stefano Fassina; ma è proprio nel vasto mondo della «zona rossa» romana che si fa il nome, sempre più insistente, di Massimo Bray: già ministro dei Beni Culturali del governo di Enrico Letta, dalemiano di strettissima osservanza, in grado, si ragiona, di coagulare tutte le forze a sinistra del Pd.

ELEZIONI ROMA 2016 | MASSIMO BRAY SÌ, MASSIMO BRAY NO: TUMULTI A SINISTRA

Secondo Il Fatto Quotidiano il day-after delle Primarie ha visto il telefono di Massimo Bray salire di temperatura.

Bray riflette, ma è tentatissimo. Ieri il suo cellulare friggeva. Tante telefonate dal Pd che gli chiede di stare fuori. E tante da sinistra, per spingerlo al salto. Bray ha preso altro tempo perché ha ancora nodi da sciogliere. Il primo è proprio Ignazio Marino: «Fino a qualche settimana fa Ignazio era deciso a candidarsi con la sua lista civica», ma il marziano rischia due rinvii a giudizio per gli scontrini e per alcune consulenze per la sua onlus. Per questo potrebbe anche lasciare spazio a Bray. (…) C’è un altro ostacolo, le divisioni dentro Sel. L’ala romana del partito spinge per Bray: lo ritiene più nuovo di Fassina e sa che prenderebbe voti anche nella minoranza dem. Ma il coordinatore nazionale Nicola Fratoianni fa muro: «Bray? Fassina non farà passi indietro». Per sciogliere la questione, Sel ha chiesto al dalemiano di sottoporsi a primarie. Ma Bray ha detto no.

 

Anche per Mauro Favale su Repubblica Roma la candidatura Bray cammina su terreno accidentato.

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Un’operazione che, però, potrebbe non vedere la luce per la fermezza di una parte di Sel. Una parte importante, tra l’altro, quella rappresentata dal coordinatore nazionale Nicola Fratoianni e da quello romano Paolo Cento. Loro un passo indietro su Stefano Fassina non sembrano intenzionati a farlo.

 

La situazione è intricata, anzi, per dirla con gli interni di Sinistra Italiana, «fluida». Chi vuole mantenere i posizionamenti e l’asse con il centrosinistra punta su Bray; chi vuole la corsa solitaria, su Fassina; in mezzo, l’incerta è Ignazio Marino.

Già, l’ex sindaco: ancora non è chiaro quale sia il suo progetto, impegnato in questi giorni a chiudere le bozze del suo libro. E così la situazione sembra bloccata, con Bray che, a questo punto, potrebbe farsi da parte senza nemmeno essere sceso in campo. In quel caso, però, non è detto che tutta Sel resti a sostenere Fassina. Una parte, testuale, «non esclude nulla». Compreso un appoggio civico a Giachetti.