Leopolda 6, quelle tre “carte” di Renzi per le Amministrative

C’è già chi la chiama la “terna leopoldina”, la rosa dei tre assi del premier Renzi da giocare nella sfida complicata delle elezioni 2016. Ancora un’incognita per il Pd, da Milano a Roma, fino a Napoli. Dalla kermesse fiorentina sono tre le potenziali candidature da lanciare in vista delle Amministrative. Se la corsa possibile di Giuseppe Sala per le primarie milanesi non era una novità, così come le pressioni sull’ex radicale Roberto Giachetti per la sfida al Campidoglio, la novità della sesta edizione della Leopolda è quello del magistrato Giovanni Corona. «Lui è il nome che entra di diritto nel toto-nome come possibile anti-De Magistris a Napoli», spiegano in sala. Al momento, in realtà, sono però soltanto suggestioni.

ROBERTO GIACHETTI ELEZIONI ROMA 2016

 

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2016, LE TRE SUGGESTIONI DELLA LEOPOLDA: QUELLE PRESSIONI SU GIACHETTI  –

Certo, differenti sono le “quotazioni” dei tre potenziali candidati. Anche per le volontà degli stessi di lanciarsi in una corsa che parte già, a dir poco, in salita. Siamo davanti ad un vero e proprio rebus nella Capitale, soprattutto dopo la traumatica fine dell’esperienza Marino, con tanto di firme dal notaio insieme a Marchini e alle destre. Non è un caso che, Roberto Giachetti fino ad ora abbia fatto per lo più il pompiere. Da settimane il nome del deputato, renziano della prima ora, rimbalza tra i corridoi di Montecitorio. E non mancano gli “inviti” dai fedelissimi del premier per accettare la sfida delle urne. Quasi per sondare una disponibilità che, almeno per il momento, resta in “stand-by”. Perché, di fronte ai sondaggi che premiano i 5 Stelle dopo la fine della giunta del sindaco “marziano”, l’ombra del rampante Alfio Marchini, lo strappo a sinistra di Stefano Fassina e i tumulti interni del Pd romano, gli stessi inviti sono stati rispediti al mittente.

Certo, non è un caso che durante l’intervento di venerdì di Giachetti si sia materializzata alle sue spalle l’immagine del Campidoglio. Immagine che è diventata quasi una foto-candidatura. Una suggestione, un suggerimento, qualcosa di più di un’idea. Anche se forse Giachetti  ne avrebbe fatto a meno. Non è un caso che lui stesso, replicando a chi in sala inneggiava il suo nome con lo slogan “sindaco, sindaco“,  abbia subito allontanato il nodo della candidatura: «Non roviniamoci la serata…». Proprio mentre Renzi scherzava con i cronisti di fronte al palco: «State buoni..». Per poi abbracciarlo, con quell’immagine del Campidoglio sempre sullo sfondo. Certo, Giachetti è consapevole delle pressioni, ma al momento, almeno ufficialmente, resiste.

GIUSEPPE SALA PRIMARIE PD MILANO 2016

ELEZIONI MILANO 2016, LA CORSA (IN SALITA) DI SALA  –

Se l’intervento di Giachetti è stato tra i più apprezzati della kermesse, al contrario, le parole di Sala, così come la sua immagine emersa dalle kermesse renziana, non hanno avuto lo stesso impatto in platea. Quel commissario Expo apprezzato dal premier e potenziale sfidante di Francesca Balzani e Pier Francesco Majorino ai gazebo del 7 febbraio a Milano, è apparso tutt’altro che a suo agio. Una fotocopia, sbiadita, dello stile renziano. Forzata, come quegli scatti che provavano a rendere “popolare” la figura del tecnico. Anche Sala, ai microfoni dei cronisti, ha smentito che la Leopolda fosse il suo battesimo politico: «No, nessun battesimo. Io candidato alle primarie? Una disponibilità, un interesse l’ho già espresso, ma ora devo finire il mio lavoro con Expo», ha replicato.

Tradotto, non sembra in discussione la sua partecipazione alle consultazioni del centrosinistra. Ma l’ufficialità, almeno per il momento, non c’è ancora. Serve tempo, lo stesso che ha chiesto al premier, con il quale – ha ammesso – «stiamo discutendo». Se c’è un tema che infastidisce il commissario Expo invece, è quello sulla continuità o meno con la giunta Pisapia. «Questione pelosa», l’ha bollata il potenziale candidato. Non senza qualche frecciata al sindaco uscente, pronto a sostenere la vicesindaco: «Pisapia?In realtà non è così chiaro cosa farà…», ha replicato Sala.

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ELEZIONI NAPOLI 2016, LA CARTA CIVICA DI GIOVANNI CORONA –

Ma la carta nuova emersa dalla Leopolda, “civica”, è quella del magistrato Corona, ora nel toto-candidati sotto il Vesuvio. A Napoli il nodo della candidatura è ancora un enigma . Con l’ombra pesante sullo sfondo dell’ex sindaco Antonio Bassolino, che non ha alcuna intenzione di farsi da parte, al di là delle norme “contra-personam” prima evocate dalla segreteria e poi archiviate tra le polemiche. Così c’è chi è convinto che il magistrato anti-camorra della Procura di Napoli Nord, intervenuto dal palco della kermesse fiorentina, possa rappresentare il nome giusto per “sparigliare”, la mossa a sorpresa di Renzi. Così come una risposta a chi, come Roberto Saviano, accusa il governo di fare ancora poco nella lotta alla criminalità organizzata. Puntare su Corona, spiegano, sarebbe un modo per valorizzare la sua esperienza, la sua conoscenza del territorio, il suo lavoro tra Scampia e Secondigliano. Ma non tutti in casa dem sembrano esaltarsi, né sono convinti che sarà lui, alla fine, l’anti De Magistris del Pd: «Ancora è presto, sono mosse per tenere nascosto il vero nome», c’è chi spiega. Quel che è certo è che in casa Pd si cerca ancora un nome unitario. Un difficile accordo interno che possa aggirare quel passaggio delle primarie che, dalle parti di Napoli, in casa renziana temono non poco. Soprattutto per quella “spina” della corsa di Bassolino complicata da esorcizzare.

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