Vaccini: l’interrogazione della candidata premier M5S Elena Fattori contro D’Anna

di Redazione | 19/09/2017

elena fattori

Giovedì scorso la senatrice 5 stelle Elena Fattori, una dei sette sfidanti di Luigi Di Maio nelle primarie del MoVimento, ha depositato un’interrogazione per «fare chiarezza sugli effetti prodotti dall’accordo n. 61/CSR del 23/03/2011, riguardante i laboratori di analisi mediche e il loro accreditamento con il SSN». In sostanza la senatrice se la prende con il senatore Vincenzo D’Anna, presidente nazionale di FederLab Italia e con la tesi del collega sui test pre vaccinali. Fattori li considera, oltre che costosi, anche non certi.  Lo riferisce l’agenzia AGI.

«Analizzando i dati della spesa sanitaria nazionale degli ultimi anni emerge chiaramente come, nel tentativo di perseguire un maggiore efficientamento e di creare economie di scala, sia stato stravolto un sistema collaudato e funzionante, al solo fine di consegnare il mondo dei laboratori di analisi in poche mani. Nessuno degli scopi prefissati ha trovato un reale riscontro. La realtà, al contrario, è che sono aumentati i disagi per i cittadini, sono aumentati i rischi d’errore nelle analisi dovuti ai continui spostamenti di provette da un laboratorio all’altro, è aumentato drasticamente il rischio per migliaia di tecnici di laboratorio di perdere il lavoro»

«Una situazione – prosegue la nota della senatrice M5S – in cui gli interessi privatistici portano a potenziali situazioni di conflitto d’interesse, come quando il senatore Vincenzo D’Anna, biologo e presidente di Federlab Italia, un’Associazione che raggruppa un gran numero di laboratori di analisi cliniche e di centri poliambulatori convenzionati con il SSN, richiede che i costosissimi test pre-vaccinali siano sostenuti dallo Stato in convenzione con il SSN». «Inutile ricordare che tali test oltre a essere insostenibili per le finanze dello Stato, ogni test ha un costo variabile tra i 1.000 e i 2.000 euro, non hanno una significatività del 100% e quindi si riscontra un margine d’errore non accettabile».

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«Questo – riprende la nota M5S – è avallato anche dalle dichiarazioni del direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanita, Giovanni Rezza, che ha dichiarato come ‘non esistono test pre-vaccinali validati scientificamente e sarebbero uno spreco di risorse. Il senatore D’Anna è attualmente in corsa anche come presidente dell’Ordine nazionale dei Biologi. Doveroso evidenziare come sia da considerare inopportuna la concentrazione di molteplici cariche nelle mani della stessa figura, ancor più se queste agiscono nel medesimo settore». «Come sappiamo, nel nostro Paese non esiste – afferma ancora nell’interrogazione – il reato di conflitto d’interesse quindi nulla d’illegale in questo caso, ma molto d’immorale se questo si dovesse confermare soprattutto questa disparita’ di intenti tra la proposta di una certa area politica e l’effettiva utilità di test prevaccinali condannati anche dall’Istituto superiore di sanità».

(fonte foto Facebook)