Due per mille ai partiti, il Pd esulta: 500mila donazioni, incassati 5 milioni e mezzo

di Redazione | 03/09/2015

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Il Partito democratico può sorridere, almeno per quanto riguarda il 2×1000 ai partiti. Ancora diviso al proprio interno nella faida tra l’ex “Ditta” e il nuovo corso renziano, in flessione di voti alle ultime amministrative, al Nazareno hanno registrato un’inversione di tendenza sulle donazioni. Se i dati del 2014, come spiega il quotidiano “La Repubblica“, erano sconfortanti (appena 200mila euro ricevuti, ndr), per il nuovo anno in casa dem le dichiarazioni dei redditi sono ben differenti. Ben 549.196 persone hanno destinato il loro due per mille allo stesso Pd. Un gettito che “pesa” per 5 milioni e mezzo di euro.    

Pd

DUE PER MILLE AI PARTITI, PD INCASSA 5 MILIONI E MEZZO DI EURO –

Spiega il quotidiano diretto da Ezio Mauro come la cifra incassata dal Pd rappresenti circa il 60 per cento del totale riservato:

Una cifra che equivale al 60% dell’intero tesoretto che la legge riserva ai partiti, per quest’anno “solo” 9,6 milioni di euro. Matteo Renzi esulta su Facebook: «Oggi è un giorno importante per il Pd e per tutti quelli che credono che l’antipolitica si combatta con la buona politica. È un invito a continuare con il Pd come motore delle riforme». Con i collaboratori il segretario si toglie un sassolino dalle scarpe pensando alle recenti bordate di Massimo D’Alema sullo scarto tra il voto alle Europee e i sondaggi: «Oggi dimostriamo che il Pd c’è, con un introito pazzesco. Oltre mezzo milione di persone è un dato che supera quello degli iscritti. Questo è il Pd made in Leopolda, altro che sondaggi».

Anche per Sel il gettito incassato dal due per mille è positivo, circa 900mila uero. Ma il partito di Vendola e Fratoianni rilancia: «Possiamo ribadire senza temere strumentalizzazioni la necessità di riformare profondamente i meccanismi oggi vigenti», ha spiegato il tesoriere Franco Bonato, secondo cui «andrebbe ristabilito il finanziamento pubblico», abolito durante il governo Letta.

Niente fondi per il M5S, che aveva rinunciato per scelta a essere presente sulla dichiarazione dei redditi, rinunciando a richiedee il 2×1000.

Male il resto dei partiti, che si dividono quanto rimasto:

«Circa 3 milioni e duecentomila. Da spartirsi tra Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Scelta civica. Se il tesoriere del Carroccio, Giulio Centemero, dice di essere «ancora in attesa del nostro dato», da Forza Italia silenzio di tomba. Nonostante le ripetute richieste, la tesoriera Maria Rosaria Rossi non fornisce numeri. Ci deve essere poco da esultare. Tanto che dall’interno del partito qualcuno inizia già a mugugnare: «Forse, avendo Berlusconi tre televisioni, qualche spot si poteva pure fare». Quanto alla Lega invece le speranze sono alte vista la forte presenza mediatica di Salvini. Certo sarà difficile fare peggio dello scorso anno, quando a via Bellerio arrivarono soltanto 28 mila euro lasciati da appena 1839 contribuenti. Mai come l’Udc comunque, che chiuse il 2014 avendo raggranellato 3 mila euro da 114 affezionatissimi cittadini (su 42 milioni di modelli 730).

DUE PER MILLE, IL BOOM DEL PD –

Ma come spiegare il boom del Pd di quest’anno? Su “Repubblica” Francesco Bonifazi, tesoriere dem, avanza due ipotesi. La prima di carattere tecnico: «L’anno scorso la casella del 2×1000 era su un modulo separato, mentre quest’anno era dentro la dichiarazione dei redditi. Tutto molto più semplice». Poi c’è una motivazione politica, a suo dire, approfittando del dato per rivendicare quanto fatto dal governo Renzi: «Una risposta all’antipolitica. Molti hanno voluto esprimere apprezzamento per il percorso riformatore del Pd e dell’esecutivo». Tutto in attesa della legge sui partiti.