Natalie Portman porta sullo schermo “Eating Animals”, per far luce sugli allevamenti intensivi

Natalie Portman porta sullo schermo Eating Animals, un documentario tratto dal celebre  libro-inchiesta sugli allevamenti intensivi Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer, pubblicato nel 2009. L’attrice israeliana – diventata vegana dopo la lettura del libro – è anche la produttrice del documentario, presentato qualche giorno fa al Telluride Film Festival in Colorado e accolto con un’ovazione dal pubblico.

IL DEBUTTO DEL DOCUMENTARIO PRODOTTO DA NATALIE PORTMAN “EATING ANIMALS”

Illuminata dal libro di Foer, è stata Natalie Portman a contattarlo e a chiedergli di collaborare alla sceneggiatura della trasposizione cinematografica, scritta insieme al regista Christopher Dillon Quinn. Eating Animals – come il libro da cui è tratto – porta alla luce i terribili abusi subiti dagli animali negli allevamenti intensivi e i danni ambientali da essi provocati. Il linguaggio, però, è quello delle immagini, evidentemente diverso da quello del testo scritto: «Sono davvero soddisfatto del modo in cui il documentario s’ispira al libro, anche perché un’immagine in movimento può catturare il cuore di qualcuno in un modo diverso, non migliore o peggiore, rispetto al modo in cui può farlo un libro», ha spiegato Foer.

Per riuscire a catturare le immagini all’interno degli impianti di allevamento, il regista Christopher Dillon Quinn ha dovuto usare una telecamera nascosta. «È stato rischioso ed è strano essere chiamato “terrorista” dalle persone», ha dichiarato in un’intervista. Quelle riprese – mette in luce Eating Animals – possono far rischiare anche il carcere a chi le fa. Il fine però le giustifica: «Voleva essere un modo per far aprire gli occhi su cosa sia l’allevamento oggi, anche se spesso la gente preferisce non saperlo», ha spiegato il regista.

NATALIE PORMAN PRODUCE IL DOCUMENTARIO “EATING ANIMALS”: «CON LA FORCHETTA SI VOTA TRE VOLTE AL GIORNO»

Natalie Portman in un’intervista rilasciata al debutto di Eating Animals ha spiegato che le scelte alimentari sono come un voto politico: «Con la forchetta si vota tre volte al giorno». «C’è un motivo per cui il cibo e le restrizioni alimentari giocano una parte importante in ogni religione – ha aggiunto l’attrice – perché scegliere cosa mangiare è un modo di dichiate ciò in cui si crede. Votare equivale a dichiarare di credere in qualcosa, di avere cura di qualcosa e di prendere decisioni in base a questo. E quando si mangia – almeno tre volte al giorno – ogni volta si fa una dichiarazione dei propri valori».

Foto copertina: Credit Image: © AdMedia via ZUMA Wire

Share this article